Saturday, July 07, 2007

Terrorismo: perché in Europa sì e negli USA no?


E' una domanda che un lettore pone a Beppe Severgnini al suo forum, "Italians," il quale appare sul Corriere della Sera.

Buona domanda. Il lettore ha un modo di esprimirsi che trovo particolare (mi colpisce l'uso della parola 'colabrodo' per descrivere le frontiere degli USA!).

Here's the full text of the reader's question, and Beppe's response from Friday's Corriere:

Un paio di domande, caro Severgnini:
alla luce delle ultime notizie che vogliono gli inglesi ancora possibili prede dei fanatici bombaroli "made in Al Qaeda", ritiene che l'atteggiamento soft delle sinistre europee nei confronti di questi pazzoidi o più precisamente il "volemmose bene" di coloro che predicano l'integrazione quale il verbo assoluto, possa dare il "là" a una escalation terroristica in diversi paesi europei, Italia compresa?

Altro quesito dunque: quale reduce dell'11 Settembre (vivevo a un paio di km dal WTC) una domanda in questi ultimi tempi mi è sorta più che, credo, fondata.

Come è possibile, secondo lei, che dopo l'attentato al WTC del 1991 (o '92, la memoria non mi sta aiutando compiutamente) [difatti, fu nel 1993 - Ciambellina], e susseguente devastazione del 2001, da quest'ultima data in poi, negli Usa non è scoppiato nemmeno un petardo, considerando che pur sempre là vivono circa 14 milioni di clandestini e le frontiere di questo immenso Paese sono per la maggior parte considerate un colabrodo?

Non le chiedo di sposare le teorie balzane di chi parla di complotti o chi sostiene che tutto sia stato organizzato dagli interventisti che bla, bla, bla, ma non crede che in queste due completamente in antitesi situazioni ci sia qualcosa di inspiegabile?

Fernando Saracchi, tigerforever@alice.it

Caro Saracchi,
abbiamo a che fare con "nazislamisti": se una forza politica non lo capisce, non sta a sinistra, a destra o al centro: sta sulla luna.

Il problema è: che fare? Fare la voce grossa? Consola, ma non serve. Invocare misure impossibili (la cacciata di tutti i musulmani dall'Europa, o amenità del genere)? Fa ridere, ed è una perdita di tempo.

Occorre invece separare gli assassini da tutti gli altri musulmani che vivono in Europa: e pretendere da questi ultimi collaborazione. La neutralità, infatti, è offensiva. La complicità, criminale. Veniamo agli USA.

E' vero, da sei anni non ci sono stati più attentati, ma alcuni sono stati sventati. Questo grazie all'aumento della vigilanza e ad alcune misure efficaci. Non dimentichiamo però che la distanza degli USA dal Medio Oriente e da Pakistan/Afghanistan aiuta, nella lotta contro il terrorismo.

Dal confine messicano vengono disperati in cerca di lavoro: in Europa arriva di tutto, in tutti i modi, in tutti i momenti (e di protezione comune della frontiere, ovviamente, non si parla). In quanto alle teorie complottistiche (secondo cui 9/11 è stato architettato dagli interventisti etc...), le trovo disgustose e fuorvianti: dobbiamo unirci contro il nemico vero, non confonderci le idee a vicenda.

Ho detto e scritto alla noia, da anni, che l'intervento in Iraq è stato un errore madornale (ha fornito ai terroristi la "causa celebre" che cercavano, e ha aiutato il reclutamento). Ma da qui a sostenere che la Casa Bianca abbia qualche ruolo negli attacchi a NY e DC, ce ne passa.

Ho letto che una ministra francese, tale Boutin, non l'ha escluso. Spero sia stata fraintesa. Altrimenti Sarkozy deve trovarle in fretta un altro lavoro; magari in una biblioteca, così studia un po'.

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