Tuesday, October 20, 2009

Una Lettera a Beppe

This letter to Beppe Severgnini's regular column in the Corriere della Sera sums up the Italian political landscape pretty well -- scandalous prime minister, sure, but a completely disorganized opposition party that can't come up with anyone better.

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Caro Beppe,
Ho 35 anni, fase nella quale un uomo potrebbe anche iniziare ad avere qualche certezza e invece, almeno politicamente parlando, i dubbi sono sempre maggiori.

La mia scheda personale è la seguente: elettore del centrodestra oggi, in passato elettore di An, liberale e democratico di idee e ispirazioni. Il dubbio è: cosa devo fare io adesso?

Ho dato il voto a una corrente politica il cui premier è sempre più dentro situazioni per le quali gli Americans avrebbero già più volte dichiarato impeachment, ma contemporaneamente se guardo dall'altra parte vedo il nulla, persone il cui unico progetto di governo è far crollare l'attuale governo, la loro unica ossessione è Berlusconi.

Tu che cosa senti? Voglio chiudere dandoti anche modo di prendermi un po' in giro. Sarà tutto per colpa del fatto che sono pure milanista.

--- Alessandro Passoni

Beppe responde:

Diciamo che non sei messo bene. Seriamente, Alessandro: credo che il tuo dilemma sia più comune di quanto immagini. Tra gli elettori di centrodestra, i pasdaran di Mister B. - convinti che l'uomo sia candido come un agnello, perseguitato, disinteressato e incompreso - sono la minoranza. La maggioranza lo vota perché:

a) preferisce il suo governo a un governo di centro-sinistra
b) non vede alternative.

Se le cose stanno così, si apre un grosso spazio politico. Lo dimostrano i movimenti di Fini, le incertezze di Casini, le incursioni di Montezemolo, le impazienze di Tremonti (a quando le Idi di marzo?).

Ma da qui a proporre un'alternativa con possibilità di affermazione nazionale, ce ne passa. Occorre ancora qualche tempo. Secondo me l'anno decisivo sarà il prossimo. Nel 2010, quando il nuovo leader del Pd sarà insediato e operativo, capiremo. Se i democratici hanno possibilità, e se le ha un'ipotetica terza forza. Capirà anche il grande elettorato?

La tv in chiaro può spegnere un protagonista, attaccarne un altro, attivare allarmi, disattivarli, eccetera. E sappiamo chi la controlla. So che, su questo punto, sono noioso come Catone. Ma ancora non ho ricevuto una smentita convincente.

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