E' giunta l'ora di parlare della parola 'coso'! Quando vivevo a Firenze, sentivo dire spesso 'coso,' spesso nella frase nel titolo del post: 'S'andò a coso....'
Vorrei scrivere: Che cos'è 'coso'? Ma infatti so che si usa quando non si può ricordare una parola o il nome di una persona.
Però, da diverso tempo non sapevo se era una parola 'ufficiale' o meno. Controllando il mio Ragazzini/Zanichelli, trovo che senza dubbio è una parola.
Mi sembra una parola gergale! Mi pare una parola che i vecchi che si siedono in panchina in Piazza della Repubblica o i centralinisti al Nuovo Pignone dicono, e basta. Invece no.
Volete sapere come si dice 'coso' in inglese?
Whatchamacallit. O: thingamabob (avviso, il dizionario suggerisce che si scrive diversamente ma mi sembra corretto lo stesso).
Have a great day!
Me = I write, I edit, I speak Italian, I teach & I do some translation, too. Plus, I love these little sugar-dusted donuts that the Italians call ciambelle. Ciambelle = Chah-Mm-Bayl-Lay. Welcome & start reading!
Wednesday, June 13, 2007
Monday, June 11, 2007
Italians Con Beppe Severgnini
A me piace molto leggere 'Italians Con Beppe Severgnini' che appare sul Corriere della Sera. Ora che non c'è piu Indro Montanelli, è la prima rubrica che leggo sul sito.
Oggi, trovo questa lettera, la quale ripubblico per rendere felici i miei amici Fiorentini (Ciao Angelo, Fabrizio, Cristiano, ecc!!!):
"Caro Severgnini,
abbiamo ormai capito tutti qual è sua squadra del cuore, e non sto a chiederle chi, secondo lei, è meglio equipaggiato per vincere lo scudetto 2008. E neppure quale siano le sue speranze. Mi dica invece una cosa. Se non dovesse toccare di nuovo all'Inter, cosa preferirebbe? Conosco le risposte che NON mi darà (Juventus e un'altra squadra di Milano). Ma non riesco a capire i suoi gusti extra-nerazzurri. Mi può aiutare?"
-- Vanni Barbacelli
"Certo,
e la risposta è facile: la Fiorentina, da sempre la mia squadra della pancia. Cos'è la "squadra della pancia", diversa dalla squadra del cuore? Quella che, non sai perché, ti piace. Quella che ha qualcosa di magico e inspiegabile: e speri faccia bene. In Europa, per me, è il Liverpool; in Sudamerica, il Boca; in Italia, da sempre, la Fiorentina. Da Chiarugi ad Antognoni, da Baggio a Toni, i viola non sono stati mai noiosi.
"Alcune vicende recenti hanno contribuito ad aumentare la mia simpatia. Per due volte la Fiorentina ha conquistato la Champions League sul campo, e non ci è andata (per le note vicende). Ha contribuito all'esplosione di Adriano, che poi è finito come tutti i petardi: puff! E' allenata da Cesare Prandelli, marito di una mia amica d'infanzia (Manuela) e compagno di liceo a Crema tra il 1970 e il 1975 (io classico, lui scientifico). Giocavamo uno contro l'altro, a pallacanestro e a pallavolo (a calcio, no: era già troppo forte per i tornei scolastici).
"Come ripeto a ogni taxista tutte le volte che vado a Firenze: i viola hanno trovato l'unico allenatore in grado di portarli allo scudetto, prima o poi. Se non ci riesce Cesare, non ci riesce nessuno. Se la società se lo fa scappare, è da sculacciare.
"Curiosa nota finale. Non ho particolari legami, affinità o trasporti per Firenze, forse perché Firenze non ne ha per l'universo mondo (e lo dimostra appena può). Apprezzo il "genio fiorentino", da Machiavelli a Montanelli; ma mi sembra che, da anni, la città creda a un'aristocratica autosufficienza che non c'è più. Detto questo, ripeto: la Fiorentina mi piace. Che volete farci? Il calcio è un gioco illogico per bambini infiniti."
-30-
Il mio parere? Sinceramente non tifo sul serio per la Fiorentina, forse perché Vittorio Cecchi Gori mi è sempre rimasto molto ma molto antipatico, e non riesco ad andare avanti. Scusatemi! Però, c'è da dire che i miei amici a Firenze sono felici quando vince la Fiorentina, quindi mi auguro sempre che la squadra sia vincente.
Oggi, trovo questa lettera, la quale ripubblico per rendere felici i miei amici Fiorentini (Ciao Angelo, Fabrizio, Cristiano, ecc!!!):
"Caro Severgnini,
abbiamo ormai capito tutti qual è sua squadra del cuore, e non sto a chiederle chi, secondo lei, è meglio equipaggiato per vincere lo scudetto 2008. E neppure quale siano le sue speranze. Mi dica invece una cosa. Se non dovesse toccare di nuovo all'Inter, cosa preferirebbe? Conosco le risposte che NON mi darà (Juventus e un'altra squadra di Milano). Ma non riesco a capire i suoi gusti extra-nerazzurri. Mi può aiutare?"
-- Vanni Barbacelli
"Certo,
e la risposta è facile: la Fiorentina, da sempre la mia squadra della pancia. Cos'è la "squadra della pancia", diversa dalla squadra del cuore? Quella che, non sai perché, ti piace. Quella che ha qualcosa di magico e inspiegabile: e speri faccia bene. In Europa, per me, è il Liverpool; in Sudamerica, il Boca; in Italia, da sempre, la Fiorentina. Da Chiarugi ad Antognoni, da Baggio a Toni, i viola non sono stati mai noiosi.
"Alcune vicende recenti hanno contribuito ad aumentare la mia simpatia. Per due volte la Fiorentina ha conquistato la Champions League sul campo, e non ci è andata (per le note vicende). Ha contribuito all'esplosione di Adriano, che poi è finito come tutti i petardi: puff! E' allenata da Cesare Prandelli, marito di una mia amica d'infanzia (Manuela) e compagno di liceo a Crema tra il 1970 e il 1975 (io classico, lui scientifico). Giocavamo uno contro l'altro, a pallacanestro e a pallavolo (a calcio, no: era già troppo forte per i tornei scolastici).
"Come ripeto a ogni taxista tutte le volte che vado a Firenze: i viola hanno trovato l'unico allenatore in grado di portarli allo scudetto, prima o poi. Se non ci riesce Cesare, non ci riesce nessuno. Se la società se lo fa scappare, è da sculacciare.
"Curiosa nota finale. Non ho particolari legami, affinità o trasporti per Firenze, forse perché Firenze non ne ha per l'universo mondo (e lo dimostra appena può). Apprezzo il "genio fiorentino", da Machiavelli a Montanelli; ma mi sembra che, da anni, la città creda a un'aristocratica autosufficienza che non c'è più. Detto questo, ripeto: la Fiorentina mi piace. Che volete farci? Il calcio è un gioco illogico per bambini infiniti."
-30-
Il mio parere? Sinceramente non tifo sul serio per la Fiorentina, forse perché Vittorio Cecchi Gori mi è sempre rimasto molto ma molto antipatico, e non riesco ad andare avanti. Scusatemi! Però, c'è da dire che i miei amici a Firenze sono felici quando vince la Fiorentina, quindi mi auguro sempre che la squadra sia vincente.
Italian Cinema in New York
Italophiles have lots of events to choose from right now in New York. Here's a sampling:
The New Italian Cinema series at the Walter Reade Theater at Lincoln Center is winding down but there are still a few shows left. For example:
Tuesday, June 12, 4:30
"Secret Journey"/"Viaggio Segreto"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Roberto Andò, Country: Italy, Release: 2006, Runtime: 103
Here's Lincoln Center's description of the movie:
"Alessio Boni — currently one of Italy’s busiest actors and star of Caravaggio — is Leo, a 40ish psychoanalyst who lives with his younger sister, Ale (Claudia Gerini). When Harold (the director Emir Kusturica), a famous and hugely successful artist, announces his intention to marry Ale — and as a wedding present, to buy back the family’s ancestral home –– Leo becomes desperate to prevent the transaction, returning to his native Sicily and confronting a past he had cut out of his life.
"As in director Robert Andò’s earlier films, there is a provocative layering of parallel stories in this film, freely adapted from the novel Reconstruction by Josephine Hart, as a steady build-up of action moves towards a dangerous conclusion."
Wednesday, June 13, 6:30PM
"Primo Levi’s Journey"/"La Strada di Levi"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Davide Ferrario, Country: Italy, Release: 2006, Runtime: 92
From Lincoln Center's Web site:
"Noted feature filmmaker Davide Ferrario has made this remarkable documentary, which retraces [Italian author] Primo Levi's protracted journey from Auschwitz in January 1945, being shunted from one European country to another until finally he was able to return home to Turin in October that year.
"Ferrario's revisiting of the places that Levi stayed gives us a revealing, insightful and extremely powerful picture of how Eastern European countries have been transformed in the post-Communist era....
"As such, Primo Levi's Journey is not just a historical portrait of a famous writer, but an incisive snapshot of modern Europe, beautifully constructed and thoughtfully filmed." — Adrian Wootton, London International Film Festival
Thursday, June 14, 4PM
"Dark Sea"/"Mare nero"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Roberta Torre, Release: 2006, Runtime: 83
"Robert Torre, whose earlier films (South Side Story, Angela) focused on Sicily, moves to Rome for this “red-light” thriller. Homicide detective Luca (Luigi Lo Cascio) is assigned to investigate a young woman’s murder.
"To the world, the woman, Valentina, was a hard-working student. Yet she had a hidden life that involved sex clubs and prostitution. Luca becomes obsessed with the victim and the demi monde she frequented. Under the guise of searching for the girl’s killer, Luca begins to lure his girlfriend, Veronica (Anna Mouglalis), into the world he’s only beginning to experience."
Godi!
The New Italian Cinema series at the Walter Reade Theater at Lincoln Center is winding down but there are still a few shows left. For example:
Tuesday, June 12, 4:30
"Secret Journey"/"Viaggio Segreto"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Roberto Andò, Country: Italy, Release: 2006, Runtime: 103
Here's Lincoln Center's description of the movie:
"Alessio Boni — currently one of Italy’s busiest actors and star of Caravaggio — is Leo, a 40ish psychoanalyst who lives with his younger sister, Ale (Claudia Gerini). When Harold (the director Emir Kusturica), a famous and hugely successful artist, announces his intention to marry Ale — and as a wedding present, to buy back the family’s ancestral home –– Leo becomes desperate to prevent the transaction, returning to his native Sicily and confronting a past he had cut out of his life.
"As in director Robert Andò’s earlier films, there is a provocative layering of parallel stories in this film, freely adapted from the novel Reconstruction by Josephine Hart, as a steady build-up of action moves towards a dangerous conclusion."
Wednesday, June 13, 6:30PM
"Primo Levi’s Journey"/"La Strada di Levi"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Davide Ferrario, Country: Italy, Release: 2006, Runtime: 92
From Lincoln Center's Web site:
"Noted feature filmmaker Davide Ferrario has made this remarkable documentary, which retraces [Italian author] Primo Levi's protracted journey from Auschwitz in January 1945, being shunted from one European country to another until finally he was able to return home to Turin in October that year.
"Ferrario's revisiting of the places that Levi stayed gives us a revealing, insightful and extremely powerful picture of how Eastern European countries have been transformed in the post-Communist era....
"As such, Primo Levi's Journey is not just a historical portrait of a famous writer, but an incisive snapshot of modern Europe, beautifully constructed and thoughtfully filmed." — Adrian Wootton, London International Film Festival
Thursday, June 14, 4PM
"Dark Sea"/"Mare nero"
Series: Open Roads: New Italian Cinema
Director: Roberta Torre, Release: 2006, Runtime: 83
"Robert Torre, whose earlier films (South Side Story, Angela) focused on Sicily, moves to Rome for this “red-light” thriller. Homicide detective Luca (Luigi Lo Cascio) is assigned to investigate a young woman’s murder.
"To the world, the woman, Valentina, was a hard-working student. Yet she had a hidden life that involved sex clubs and prostitution. Luca becomes obsessed with the victim and the demi monde she frequented. Under the guise of searching for the girl’s killer, Luca begins to lure his girlfriend, Veronica (Anna Mouglalis), into the world he’s only beginning to experience."
Godi!
Sunday, June 10, 2007
Dante: Beatrice, Continued
I backed up a bit and reprinted some lines we have already read because this passage is tricky.
Beatrice explains to Virgil why she's not afraid to descend into the Underworld to help them, and also relays the plea of St. Lucy that she intervene on Dante's behalf ("Can you not hear the pity of his cry?" she asks; that's my quicky translation; Ciaran Carson translates line 106 as "Can you not hear the wailings of his woe?").
*
"O donna di virtù sola per cui
l'umana spezie eccede ogne contento
di quel ciel c'ha minor li cerchi sui,
tanto m'aggrada il tuo comandamento,
che l'ubidir, se già fosse, m'è tardi;
più non t'è uo' ch'aprirmi il tuo talento.
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
de l'ampio loco ove tornar tu ardi".
"Da che tu vuo' saver cotanto a dentro,
dirotti brievemente", mi rispuose,
"perch' i' non temo di venir qua entro.
Temer si dee di sole quelle cose
c'hanno potenza di fare altrui male;
de l'altre no, ché non son paurose.
I' son fatta da Dio, sua mercé, tale,
che la vostra miseria non mi tange,
né fiamma d'esto 'ncendio non m'assale.
Donna è gentil nel ciel che si compiange
di questo 'mpedimento ov' io ti mando,
sì che duro giudicio là sù frange.
Questa chiese Lucia in suo dimando
e disse:--Or ha bisogno il tuo fedele
di te, e io a te lo raccomando--.
Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov' i' era,
che mi sedea con l'antica Rachele.
Disse: '--Beatrice, loda di Dio vera,
ché non soccorri quei che t'amò tanto,
ch'uscì per te de la volgare schiera?"
Non odi tu la pieta del suo pianto,
non vedi tu la morte che 'l combatte
su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?--.'
Dante's Inferno
Canto II, 76-108
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 30. And enjoy your Dante moment of the day!
Beatrice explains to Virgil why she's not afraid to descend into the Underworld to help them, and also relays the plea of St. Lucy that she intervene on Dante's behalf ("Can you not hear the pity of his cry?" she asks; that's my quicky translation; Ciaran Carson translates line 106 as "Can you not hear the wailings of his woe?").
*
"O donna di virtù sola per cui
l'umana spezie eccede ogne contento
di quel ciel c'ha minor li cerchi sui,
tanto m'aggrada il tuo comandamento,
che l'ubidir, se già fosse, m'è tardi;
più non t'è uo' ch'aprirmi il tuo talento.
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
de l'ampio loco ove tornar tu ardi".
"Da che tu vuo' saver cotanto a dentro,
dirotti brievemente", mi rispuose,
"perch' i' non temo di venir qua entro.
Temer si dee di sole quelle cose
c'hanno potenza di fare altrui male;
de l'altre no, ché non son paurose.
I' son fatta da Dio, sua mercé, tale,
che la vostra miseria non mi tange,
né fiamma d'esto 'ncendio non m'assale.
Donna è gentil nel ciel che si compiange
di questo 'mpedimento ov' io ti mando,
sì che duro giudicio là sù frange.
Questa chiese Lucia in suo dimando
e disse:--Or ha bisogno il tuo fedele
di te, e io a te lo raccomando--.
Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov' i' era,
che mi sedea con l'antica Rachele.
Disse: '--Beatrice, loda di Dio vera,
ché non soccorri quei che t'amò tanto,
ch'uscì per te de la volgare schiera?"
Non odi tu la pieta del suo pianto,
non vedi tu la morte che 'l combatte
su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?--.'
Dante's Inferno
Canto II, 76-108
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 30. And enjoy your Dante moment of the day!
Thursday, June 07, 2007
Osteria Caffe Italiano a Firenze
Osteria Caffe Italiano a Firenze: to me, it's a perfect combination of Italian food and American comfort.
Why? Because the menu and the wine list are perfectly Tuscan and Florentine. But the place is open all day, from 12 noon on. That means in the afternoon, when you've been out and about in Florence, visiting friends, shopping, walking, what-have-you, you can stop at Osteria Caffe Italiano and have something more than a brioche. You can have a proper little snack to tide you over until to dinner, and to fuel another round of walking.
Ricordo bene quando l'hanno aperto; la prima volta che ho cenato lì, ho preso spaghetti al ragù di peperoni e poi lo stinco di vitello come secondo, e ho mangiato alla grande. Una dei proprietari si è fermata a parlare con noi e ho chiesto come andava la nuova impresa, e sembrava che le fosse piaciuto veramente che m'importava, e che si formasse un vero e proprio rapporto.
Since then, I have returned for snacks and glasses of wine, and I've always enjoyed myself. There is a gentleman who works there who is extremely knowledgeable about wine. He used to work at Enoteca Gambi Romano in Borgo Santi Apostoli 21/23R.
Osteria Caffe Italiano si trova a Via Isola delle Stinche 11/R, all'incrocio di Via della Vigna Vecchia.
Why? Because the menu and the wine list are perfectly Tuscan and Florentine. But the place is open all day, from 12 noon on. That means in the afternoon, when you've been out and about in Florence, visiting friends, shopping, walking, what-have-you, you can stop at Osteria Caffe Italiano and have something more than a brioche. You can have a proper little snack to tide you over until to dinner, and to fuel another round of walking.
Ricordo bene quando l'hanno aperto; la prima volta che ho cenato lì, ho preso spaghetti al ragù di peperoni e poi lo stinco di vitello come secondo, e ho mangiato alla grande. Una dei proprietari si è fermata a parlare con noi e ho chiesto come andava la nuova impresa, e sembrava che le fosse piaciuto veramente che m'importava, e che si formasse un vero e proprio rapporto.
Since then, I have returned for snacks and glasses of wine, and I've always enjoyed myself. There is a gentleman who works there who is extremely knowledgeable about wine. He used to work at Enoteca Gambi Romano in Borgo Santi Apostoli 21/23R.
Osteria Caffe Italiano si trova a Via Isola delle Stinche 11/R, all'incrocio di Via della Vigna Vecchia.
Stefano Ramunno: artista
Conoscete Stefano Ramunno? E' un artista che si dedica a creare immagini di Firenze insoliti. Ciao Stefano!
Qui vi faccio vedere una sua opera che ho fatto incorniciare per appendere in casa (scusatemi che come fotografo, sono granchè).
Qui vi faccio vedere una sua opera che ho fatto incorniciare per appendere in casa (scusatemi che come fotografo, sono granchè).
E' una bella immagine del Duomo con un aspetto che forse non si trova dappertutto.
Lui crea anche immagini di Pinocchio, ed altri oggetti e temi. Mi ha mandato un bel biglietto di auguri per natale qualche anno fa che faceva vedere un angelo sopra una veduta di Firenze di notte.
Io come ragazza americana che si appassiona di Firenze, quando entro il suo negozio trovo un sacco di cose da comprare che posso o conservare come ricordini o regalare ad amici.
Il suo studio in Firenze si trova in Via Romana, 18-20r (io l'ho trovato quando stava in Borgo San Frediano, poi ha fatto un trasloco.)
Andate a farci una visita.
Lui crea anche immagini di Pinocchio, ed altri oggetti e temi. Mi ha mandato un bel biglietto di auguri per natale qualche anno fa che faceva vedere un angelo sopra una veduta di Firenze di notte.
Io come ragazza americana che si appassiona di Firenze, quando entro il suo negozio trovo un sacco di cose da comprare che posso o conservare come ricordini o regalare ad amici.
Il suo studio in Firenze si trova in Via Romana, 18-20r (io l'ho trovato quando stava in Borgo San Frediano, poi ha fatto un trasloco.)
Andate a farci una visita.
Wednesday, June 06, 2007
L'antico e il moderno
Bella metafora per la vita a Firenze oggi giorno, mi pare (e forse dappertutto). Voi che ne pensate?
Grazie Lucy!
Grazie Lucy!
Tuesday, June 05, 2007
Giornalista Corrado Augias a New York
Italian journalist and author, Corrado Augias, will be a guest speaker at the Italian Cultural Institute of New York tonight (Tuesday) to present his new book, "The Secrets of Rome: Love and Death in the Eternal City," and speak about Roman culture and civilization.
According to the Institute's press materials, in Augias's new book, "a dizzying array of characters emerges — famous names from history as well as little-known figures from everyday life — as Augias reveals the mysteries and treacherous silences that have shaped the city."
This book discusses "the mythical origins of Romulus to the cramped medieval streets, from Caesar’s bold triumphs to Caravaggio’s dark genius, from the blood-strewn achievements of the Renaissance to EUR’s cool rationalism."
‘If human history is nothing but violence and confusion,’ as Augias himself affirms, ‘well then Rome is the mirror of history, a mirror whose reflection captures every detail with painstaking precision.’
Augias writes for La Repubblica, where he has served as Paris and New York correspondent. He is the author of detective novels, spy stories, and essays, such as the biography of Amedeo Modigliani (Il Viaggiatore Alato).
Date: Tuesday, June 05, 2007
Hours: 6:00 pm
Venue: Italian Cultural Institute (686 Park Avenue)
Organized by: Italian Cultural Institute in collaboration with Rizzoli USA
Free and open to the public - Reservations recommended
According to the Institute's press materials, in Augias's new book, "a dizzying array of characters emerges — famous names from history as well as little-known figures from everyday life — as Augias reveals the mysteries and treacherous silences that have shaped the city."
This book discusses "the mythical origins of Romulus to the cramped medieval streets, from Caesar’s bold triumphs to Caravaggio’s dark genius, from the blood-strewn achievements of the Renaissance to EUR’s cool rationalism."
‘If human history is nothing but violence and confusion,’ as Augias himself affirms, ‘well then Rome is the mirror of history, a mirror whose reflection captures every detail with painstaking precision.’
Augias writes for La Repubblica, where he has served as Paris and New York correspondent. He is the author of detective novels, spy stories, and essays, such as the biography of Amedeo Modigliani (Il Viaggiatore Alato).
Date: Tuesday, June 05, 2007
Hours: 6:00 pm
Venue: Italian Cultural Institute (686 Park Avenue)
Organized by: Italian Cultural Institute in collaboration with Rizzoli USA
Free and open to the public - Reservations recommended
Saturday, June 02, 2007
Ossessioni -- stradario di Firenze
Vabbe', ammettiamolo: Sono ossessionata dalle strade di Firenze (ed altre città, però di meno) e i loro nomi. Mi piace tanto leggere i vecchi nomi delle strade (cosa in USA si trova raramente, semmai; se Main Street prima si chiamava Park Avenue, è difficile che tu lo sappia!). Camminando per Firenze, mi diverto a trovare strade che mi sono nuove.
Quindi questo libro fu un regalo ottimo. Sfogliandolo, trovi la storia di tutte le strade, i viuzzi, le piazze e i vicoli di Firenze. E non solo: ti indicano anche le targe che ricordano poeti e eventi storici.
Ad esempio, leggendo il libro, scopri che Piazza dei Ciompi (che fa parte di uno dei miei rioni preferiti a Firenze) prende il suo nome da una specie di 'sciopero' nel 1378 dai lavoratori dell'Arte della lana (i cosidetti Ciompi) che hanno protestato i loro stipendi e una mancanza di diritti civili.
Credo che il libro si possa comprare presso Libreria Edison in piazza della Repubblica.
Quindi questo libro fu un regalo ottimo. Sfogliandolo, trovi la storia di tutte le strade, i viuzzi, le piazze e i vicoli di Firenze. E non solo: ti indicano anche le targe che ricordano poeti e eventi storici.
Ad esempio, leggendo il libro, scopri che Piazza dei Ciompi (che fa parte di uno dei miei rioni preferiti a Firenze) prende il suo nome da una specie di 'sciopero' nel 1378 dai lavoratori dell'Arte della lana (i cosidetti Ciompi) che hanno protestato i loro stipendi e una mancanza di diritti civili.
Credo che il libro si possa comprare presso Libreria Edison in piazza della Repubblica.
Friday, June 01, 2007
GARGA
Trattoria Garga: ci siete mai stati?
Lo conoscete: si trova in via del Moro a Firenze, due passi da ponte alla Carraia.
Caro.
Oh yeah, that. Almost forgot!
E' carissimo!!!!
Io non ho mai mangiato lì; l'ultima volta che c'ero a Firenze, ho provato di mangiare lì però non c'era posto e quindi il proprietario ci ha mandato alla Trattoria Marione, lì vicino, che era anche buono, ed era anche caro, però non tanto quanto Garga.
Sentiamo tutte le 'buone forchette' a Firenze: avete mangiato a Trattoria Garga? Vale la pena andare?
Lo conoscete: si trova in via del Moro a Firenze, due passi da ponte alla Carraia.
Caro.
Oh yeah, that. Almost forgot!
E' carissimo!!!!
Io non ho mai mangiato lì; l'ultima volta che c'ero a Firenze, ho provato di mangiare lì però non c'era posto e quindi il proprietario ci ha mandato alla Trattoria Marione, lì vicino, che era anche buono, ed era anche caro, però non tanto quanto Garga.
Sentiamo tutte le 'buone forchette' a Firenze: avete mangiato a Trattoria Garga? Vale la pena andare?
Thursday, May 31, 2007
Bonarda
Ma perché inserire una foto di una bottiglia di vino dall'Argentina visto che Ciambellina si dedica all'Italia?
Buona domanda. La risposta? Bonarda.
Se ho capito bene, il Bonarda è un vitigno Italiano che fece un trasloco in Argentina nel '900. Questo vino che vi faccio vedere, prodotto da Susana Balbo in Argentina, è metà Bonarda, metà Syrah, ed è 100% buono.
Con che cosa si abbina? Beh, non so cosa dire: stasera siamo tornati dalla palestra tardi ed eravamo stanchi e quindi abbiamo mangiato panini! Ma con un buon vino.
Italiano quarta lingua tra i blog!
According to an article in the Corriere della Sera today, Italian is the fourth most common language for blogs. THAT'S GREAT NEWS! Also, folks, nota bene: I am one of 72 million people who write a blog!
Here's the story:
ITALIANO QUARTA LINGUA TRA I BLOG
L'idioma più usato è, a sorpresa, il giapponese, che strappa la prima posizione all'inglese. Terzo il cinese. Tra i primi 10 anche il Farsi
--- Gli Americani di Technorati, il motore di ricerca opensource che permette di muoversi e cercare tra i blog di tutto il pianeta, pubblicano il "Rapporto aprile 2007 sullo stato della blogosfera." Ebbene quella che viene oramai definita blogosfera, neologismo diffuso nel 2001 tra i blog di guerra, aumenta vertiginosamente il suo volume: sono 72 milioni i bloggers nel mondo.
I blog (o diari in rete) sono fortemente interconnessi: i bloggers leggono i diari altrui, li linkano (creano dei collegamenti), e li citano nei propri post (messaggi pubblicati). Per questa ragione i blog fra loro interconnessi hanno sviluppato una propria cultura, tanto che oggi abbiamo a disposizione anche un motore di ricerca a loro dedicato e statistiche specifiche. La notizia davvero particolare è che l'italiano si trova al quarto posto nella statistica sui linguaggi più utilizzati tra gli autori.
CLASSIFICA - In cima alla classifica troviamo il Giapponese che strappa all'inglese il predominio che ci saremmo aspettati, a seguire con grinta il Cinese che, nonostante le rigide regole sociali e politiche applicate in campo tecnologico, arriva al il terzo posto.
Ed ecco comparire l'italiano che nonostante abbia una diffusione globale meno ampia dello spagnolo, lo supera, aggiudicandosi il quarto posto. Praticamente scompaiono tedesco e francese in favore di un altro risultato interessante, la presenza tra i primi 10 della lingua Farsi (più comunemente il persiano), l’idioma parlato in Iran.
Hanay Raya
31 maggio 2007
Here's the story:
ITALIANO QUARTA LINGUA TRA I BLOG
L'idioma più usato è, a sorpresa, il giapponese, che strappa la prima posizione all'inglese. Terzo il cinese. Tra i primi 10 anche il Farsi
--- Gli Americani di Technorati, il motore di ricerca opensource che permette di muoversi e cercare tra i blog di tutto il pianeta, pubblicano il "Rapporto aprile 2007 sullo stato della blogosfera." Ebbene quella che viene oramai definita blogosfera, neologismo diffuso nel 2001 tra i blog di guerra, aumenta vertiginosamente il suo volume: sono 72 milioni i bloggers nel mondo.
I blog (o diari in rete) sono fortemente interconnessi: i bloggers leggono i diari altrui, li linkano (creano dei collegamenti), e li citano nei propri post (messaggi pubblicati). Per questa ragione i blog fra loro interconnessi hanno sviluppato una propria cultura, tanto che oggi abbiamo a disposizione anche un motore di ricerca a loro dedicato e statistiche specifiche. La notizia davvero particolare è che l'italiano si trova al quarto posto nella statistica sui linguaggi più utilizzati tra gli autori.
CLASSIFICA - In cima alla classifica troviamo il Giapponese che strappa all'inglese il predominio che ci saremmo aspettati, a seguire con grinta il Cinese che, nonostante le rigide regole sociali e politiche applicate in campo tecnologico, arriva al il terzo posto.
Ed ecco comparire l'italiano che nonostante abbia una diffusione globale meno ampia dello spagnolo, lo supera, aggiudicandosi il quarto posto. Praticamente scompaiono tedesco e francese in favore di un altro risultato interessante, la presenza tra i primi 10 della lingua Farsi (più comunemente il persiano), l’idioma parlato in Iran.
Hanay Raya
31 maggio 2007
Wednesday, May 30, 2007
Dante: Beatrice finishes her plea
Beatrice continues to explain to Virgil how he will help Dante as he navigates the Underworld.
************************************
"Or movi, e con la tua parola ornata
e con ciò c'ha mestieri al suo campare,
l'aiuta sì ch'i' ne sia consolata.
I' son Beatrice che ti faccio andare;
vegno del loco ove tornar disio;
amor mi mosse, che mi fa parlare.
Quando sarò dinanzi al segnor mio,
di te mi loderò sovente a lui".
Tacette allora, e poi comincia' io:
``O donna di virtù sola per cui
l'umana spezie eccede ogne contento
di quel ciel c'ha minor li cerchi sui,
tanto m'aggrada il tuo comandamento,
che l'ubidir, se già fosse, m'è tardi;
più non t'è uo' ch'aprirmi il tuo talento.
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
de l'ampio loco ove tornar tu ardi."
Dante's Inferno
Canto II, 67-84
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 12. And enjoy your Dante moment of the day!
************************************
"Or movi, e con la tua parola ornata
e con ciò c'ha mestieri al suo campare,
l'aiuta sì ch'i' ne sia consolata.
I' son Beatrice che ti faccio andare;
vegno del loco ove tornar disio;
amor mi mosse, che mi fa parlare.
Quando sarò dinanzi al segnor mio,
di te mi loderò sovente a lui".
Tacette allora, e poi comincia' io:
``O donna di virtù sola per cui
l'umana spezie eccede ogne contento
di quel ciel c'ha minor li cerchi sui,
tanto m'aggrada il tuo comandamento,
che l'ubidir, se già fosse, m'è tardi;
più non t'è uo' ch'aprirmi il tuo talento.
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
de l'ampio loco ove tornar tu ardi."
Dante's Inferno
Canto II, 67-84
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 12. And enjoy your Dante moment of the day!
Friday, May 25, 2007
Fiore sconosciuto
Una foto scattata da 'Lucy Van Pelt' di Firenze. E' bella! Ma dove l'hai scattata?
Vedi altre sue foto qui:
http://www.flickr.com/photos/lucy_van_pelt/
Vedi altre sue foto qui:
http://www.flickr.com/photos/lucy_van_pelt/
Giovanni Falcone, R.I.P.
Yesterday, Italy marked the 15th anniversary of the assassination of the judge Giovanni Falcone, who waged war against the Mafia in the 1990s and was rewarded with a car bomb. The bomb, which exploded near Palermo, took the lives of Falcone, his wife and his three bodyguards. A 1993 movie called "La Scorta," tells a somewhat fictionalized account of some of these events.
Italy has come a long way since Falcone's murder, as you will read in the article from Il Corriere della Sera below. It's evident in the series of events that took place to mark the anniversary, as well as the continued incarceration of people like Totò Riina (mentioned below), who was a major mafioso.
The article also mentions a bomb that exploded near the Uffizi in Florence in 1993. I was studying in nearby Siena at the time, though I was in Sicily, ironically, when the bomb went off.
I wish I could speak eloquently about what I felt at the time, but what I recall is confusion. Possibly in part because I did not live in Florence then. But I remember seeing the news on the television at the pensione where I was staying, and simply not fully comprehending that I was living in a country where organized crime fought the government by bombing a major museum.
*
NAPOLITANO: "L'ITALIA SEPPE REAGIRE ALLA MAFIA"
Il capo dello Stato nel 15esimo anniversario della strage di Capaci: "Fu il momento più alto dell'attacco della mafia allo Stato"
La "nave della legalità" che ha portato migliaia di studenti italiani a Palermo per la commemorazione di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia il 23 maggio di 15 anni fa (Ansa)
MILANO - La strage che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della loro scorta oggi è una stele commemorativa sull'autostrada, che incrocia per pochi istanti gli occhi degli automobilisti che sfrecciano veloci nel tratto della Palermo-Mazzara che collega il capoluogo siciliano con l'aeroporto di Punta Raisi.
Ma il giorno in cui Giovanni Brusca premette il pulsante che fece esplodere il tritolo con cui era stato imbottito un canale sotto al manto stradale ha segnato forse la svolta nella storia della lotta alla mafia. Era il 23 di maggio 1992, 15 anni fa. Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte di Falcone sarebbe toccata all'altro magistrato in prima linea nella lotta a Cosa Nostra, Paolo Borsellino, ucciso sempre con il tritolo, davanti all'abitazione della madre, in via D'Amelio.
L'ANNIVERSARIO - A quindici anni di distanza i protagonisti di quelle stragi sono finiti praticamente tutti in carcere: Brusca, l'uomo che azionò il telecomando facendo saltare in aria l'auto del magistrato; Totò Riina, il gran capo di Cosa Nostra, arrestato dalla squadra del Capitano Ultimo; e Bernardo Provenzano, catturato lo scorso anno dopo una latitanza quarantennale.
La lotta alla mafia non è certo finita, ma quella stagione è forse alle spalle. E come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli attentati avvenuti nella stagione 1992-1993 (tra gli altri episodi va ricordata l'splosioni alla torre dei Georgofili a Firenze) fu quello «il momento più alto dell'attacco allo Stato» da parte delle cosche.
"L'ITALIA REAGI'" - "La violenza efferata con cui si colpì uno dei più combattivi e moderni magistrati impegnati nella lotta alla criminalitá organizzata - ha scritto il capo dello Stato in una lettera a Maria Falcone, sorella del giudice -, replicandosi poi nel criminale attentato a Paolo Borsellino, innescò nel Paese una reazione ferma e diffusa, avviando con il concorso della magistratura e delle Forze dell'Ordine, una feconda stagione di contrasto alle vecchie e nuove forme di penetrazione e di presenza della mafia.
"Questa battaglia -aggiunge il Capo dello Stato- va ripresa e sviluppata, con l'impegno di tutte le forze politiche e sociali e con la partecipazione convinta dei cittadini."
LA NAVE DELLA LEGALITA' - In occasione dell'anniversario sono state organizzate diverse iniziative commemorative. A Palermo è attraccata anche la «nave della legalità con migliaia di giovani studenti provenienti da tutta Italia sbarcati in Sicilia per testimoniare il loro no alla mafia.
Assieme ai ragazzi, partiti martedì sera da Civitavecchia, ha viaggiato simbolicamente anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, già procuratore capo a Palermo. Tutti insieme si sono poi spostati a piedi fino all'aula bunker del carcere dell'Ucciardone per la cerimonia e i discorsi commemorativi (presenti tra gli altri il presidente del Senato, Franco Marini, e il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni).
Studenti manifestano nel luogo dove venne catturato Bernardo Provenzano (Ansa)
LENZUOLA A CORLEONE - Altre centinaia di studenti e docenti, accompagnati dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e da Manfredi Borsellino, si sono invece recati a Corleone sui luoghi dell'arresto di Bernardo Provenzano.
Sulla strada che porta al rifugio del boss, ribattizzata "via 11 Aprile 2006, cattura di Bernardo Provenzano - mafioso," sono state stese le "lenzuola della legalità" realizzate dalle scuole.
Nel pomeriggio un corteo è poi partito dall'aula bunker dell'Ucciardone e si è snodato per le vie di Palermo fino all'"Albero Falcone," in via Notarbartolo, dove abitava il magistrato e dove alle 17.58, nell'ora esatta in cui saltò in aria l'autostrada a Capaci, è stato osservato un minuto di silenzio.
23 maggio 2007
Italy has come a long way since Falcone's murder, as you will read in the article from Il Corriere della Sera below. It's evident in the series of events that took place to mark the anniversary, as well as the continued incarceration of people like Totò Riina (mentioned below), who was a major mafioso.
The article also mentions a bomb that exploded near the Uffizi in Florence in 1993. I was studying in nearby Siena at the time, though I was in Sicily, ironically, when the bomb went off.
I wish I could speak eloquently about what I felt at the time, but what I recall is confusion. Possibly in part because I did not live in Florence then. But I remember seeing the news on the television at the pensione where I was staying, and simply not fully comprehending that I was living in a country where organized crime fought the government by bombing a major museum.
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NAPOLITANO: "L'ITALIA SEPPE REAGIRE ALLA MAFIA"
Il capo dello Stato nel 15esimo anniversario della strage di Capaci: "Fu il momento più alto dell'attacco della mafia allo Stato"
La "nave della legalità" che ha portato migliaia di studenti italiani a Palermo per la commemorazione di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia il 23 maggio di 15 anni fa (Ansa)
MILANO - La strage che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della loro scorta oggi è una stele commemorativa sull'autostrada, che incrocia per pochi istanti gli occhi degli automobilisti che sfrecciano veloci nel tratto della Palermo-Mazzara che collega il capoluogo siciliano con l'aeroporto di Punta Raisi.
Ma il giorno in cui Giovanni Brusca premette il pulsante che fece esplodere il tritolo con cui era stato imbottito un canale sotto al manto stradale ha segnato forse la svolta nella storia della lotta alla mafia. Era il 23 di maggio 1992, 15 anni fa. Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte di Falcone sarebbe toccata all'altro magistrato in prima linea nella lotta a Cosa Nostra, Paolo Borsellino, ucciso sempre con il tritolo, davanti all'abitazione della madre, in via D'Amelio.
L'ANNIVERSARIO - A quindici anni di distanza i protagonisti di quelle stragi sono finiti praticamente tutti in carcere: Brusca, l'uomo che azionò il telecomando facendo saltare in aria l'auto del magistrato; Totò Riina, il gran capo di Cosa Nostra, arrestato dalla squadra del Capitano Ultimo; e Bernardo Provenzano, catturato lo scorso anno dopo una latitanza quarantennale.
La lotta alla mafia non è certo finita, ma quella stagione è forse alle spalle. E come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli attentati avvenuti nella stagione 1992-1993 (tra gli altri episodi va ricordata l'splosioni alla torre dei Georgofili a Firenze) fu quello «il momento più alto dell'attacco allo Stato» da parte delle cosche.
"L'ITALIA REAGI'" - "La violenza efferata con cui si colpì uno dei più combattivi e moderni magistrati impegnati nella lotta alla criminalitá organizzata - ha scritto il capo dello Stato in una lettera a Maria Falcone, sorella del giudice -, replicandosi poi nel criminale attentato a Paolo Borsellino, innescò nel Paese una reazione ferma e diffusa, avviando con il concorso della magistratura e delle Forze dell'Ordine, una feconda stagione di contrasto alle vecchie e nuove forme di penetrazione e di presenza della mafia.
"Questa battaglia -aggiunge il Capo dello Stato- va ripresa e sviluppata, con l'impegno di tutte le forze politiche e sociali e con la partecipazione convinta dei cittadini."
LA NAVE DELLA LEGALITA' - In occasione dell'anniversario sono state organizzate diverse iniziative commemorative. A Palermo è attraccata anche la «nave della legalità con migliaia di giovani studenti provenienti da tutta Italia sbarcati in Sicilia per testimoniare il loro no alla mafia.
Assieme ai ragazzi, partiti martedì sera da Civitavecchia, ha viaggiato simbolicamente anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, già procuratore capo a Palermo. Tutti insieme si sono poi spostati a piedi fino all'aula bunker del carcere dell'Ucciardone per la cerimonia e i discorsi commemorativi (presenti tra gli altri il presidente del Senato, Franco Marini, e il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni).
Studenti manifestano nel luogo dove venne catturato Bernardo Provenzano (Ansa)
LENZUOLA A CORLEONE - Altre centinaia di studenti e docenti, accompagnati dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e da Manfredi Borsellino, si sono invece recati a Corleone sui luoghi dell'arresto di Bernardo Provenzano.
Sulla strada che porta al rifugio del boss, ribattizzata "via 11 Aprile 2006, cattura di Bernardo Provenzano - mafioso," sono state stese le "lenzuola della legalità" realizzate dalle scuole.
Nel pomeriggio un corteo è poi partito dall'aula bunker dell'Ucciardone e si è snodato per le vie di Palermo fino all'"Albero Falcone," in via Notarbartolo, dove abitava il magistrato e dove alle 17.58, nell'ora esatta in cui saltò in aria l'autostrada a Capaci, è stato osservato un minuto di silenzio.
23 maggio 2007
Wednesday, May 23, 2007
LUCIO!!!!
I thought I had lost one of my Lucio Battisti CDs but I found it over the weekend in another CD case and I am soooooo happy! The album has my favorite song on it: LA CANZONE DEL SOLE (the greatest Italian song ever).
In honor of having found my beloved CD, here are the words to another fantastic Battisti song, "Il Tempo Di Morire":
Motocicletta
10 HP
tutta cromata
è tua se dici sì
mi costa una vita
per niente la darei
ma ho il cuore malato
e so che guarirei
Non dire no
non dire no
non dire no
non dire no
lo so che ami un altro
ma che ci posso fare
io sono un disperato
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
stanotte, adesso, sììììììì
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso dimmi di sì
Non dire no
non dire no
non dire no
prendi tutto quello che ho
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso, adesso dimmi di si
adesso dimmi di si
adesso dimmi di si
adesso dimmi di si, si, si, si
non dire no
non dire no
non dire no
non dire no
lo so che ami un altro
che ci posso fare
io sono un disperato
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
stanotte, adesso, sììììììì
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso, adesso dimmi di si
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
che ci posso fare,
io sono un disperato
perché ti voglio amare
io sono un disperato
perché ti voglio amare
io sono un disperato
io sono un disperato
perché ti voglio amare
*
I love everything about this song! I love the way his voice sounds. I love the way he actually sounds 'disperato.' I love the simplicity of the lyrics: ti voglio amare. If you have never heard the song, find a way to listen to it...NOW!
In honor of having found my beloved CD, here are the words to another fantastic Battisti song, "Il Tempo Di Morire":
Motocicletta
10 HP
tutta cromata
è tua se dici sì
mi costa una vita
per niente la darei
ma ho il cuore malato
e so che guarirei
Non dire no
non dire no
non dire no
non dire no
lo so che ami un altro
ma che ci posso fare
io sono un disperato
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
perchè ti voglio amare
stanotte, adesso, sììììììì
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso dimmi di sì
Non dire no
non dire no
non dire no
prendi tutto quello che ho
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso, adesso dimmi di si
adesso dimmi di si
adesso dimmi di si
adesso dimmi di si, si, si, si
non dire no
non dire no
non dire no
non dire no
lo so che ami un altro
che ci posso fare
io sono un disperato
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
perché ti voglio amare
stanotte, adesso, sììììììì
mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
domani puoi dimenticare, domani
ma adesso, adesso dimmi di si
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
adesso dimmi di sì
che ci posso fare,
io sono un disperato
perché ti voglio amare
io sono un disperato
perché ti voglio amare
io sono un disperato
io sono un disperato
perché ti voglio amare
*
I love everything about this song! I love the way his voice sounds. I love the way he actually sounds 'disperato.' I love the simplicity of the lyrics: ti voglio amare. If you have never heard the song, find a way to listen to it...NOW!
Friday, May 18, 2007
L'Avventura
Ok, so I have finally watched Michelangelo Antonioni's 1960 film "L'Avventura" from start to finish (I had seen snippets here and there over the years).
In fact, I actually watched the movie twice because I wanted to hear the commentary of a film expert and that requires you to rewatch the film. Not that I minded. He pointed out all sorts of things I had clearly missed the first time!
I loved Monica Vitti (especially in the scene when she sings along with the pop song), and I loved the scenery of Sicily and I loved the clothing the women wore.
But what vile people! The lead character, Claudia, which is played by Vitti, falls in love with her best friend's boyfriend -- after the best friend disappears on a rocky island in the Aeolian Sea! Ahh friendship. And she falls in love with someone who is so shallow! As the narrator says, Sandro just needs to be with a woman all the time. He can't stand on his own, even for one minute. So as the Bee Gees would say, how deep is your love? With Sandro, it ain't too deep.
The narrator described the film almost as though it were a series of paintings or photos. He describes shots as "compositions." I am sure that's old hat for film aficionados, but it was a new one on me!
I can recommend it because it's part of the Italian canon of film. Afterall, it won the Jury Prize at the 1960 Cannes Film Festival, for changing the language of film.
But it gives you that uncomfortable feeling that people are incredibly selfish.
In fact, I actually watched the movie twice because I wanted to hear the commentary of a film expert and that requires you to rewatch the film. Not that I minded. He pointed out all sorts of things I had clearly missed the first time!
I loved Monica Vitti (especially in the scene when she sings along with the pop song), and I loved the scenery of Sicily and I loved the clothing the women wore.
But what vile people! The lead character, Claudia, which is played by Vitti, falls in love with her best friend's boyfriend -- after the best friend disappears on a rocky island in the Aeolian Sea! Ahh friendship. And she falls in love with someone who is so shallow! As the narrator says, Sandro just needs to be with a woman all the time. He can't stand on his own, even for one minute. So as the Bee Gees would say, how deep is your love? With Sandro, it ain't too deep.
The narrator described the film almost as though it were a series of paintings or photos. He describes shots as "compositions." I am sure that's old hat for film aficionados, but it was a new one on me!
I can recommend it because it's part of the Italian canon of film. Afterall, it won the Jury Prize at the 1960 Cannes Film Festival, for changing the language of film.
But it gives you that uncomfortable feeling that people are incredibly selfish.
Wednesday, May 16, 2007
Fare la scarpetta
Now here is a cool expression.
"Fare la scarpetta" means to clean your plate during a meal. Usually, Italians do so with a piece of bread, making sure to sop up all the olive oil and other juices of a given meal.
Literally, of course, it means "do the little shoe." Why? I don't know.
C'è qualcuno che ci può spiegare l'origine della frase 'fare la scarpetta'? Ne sarei grata.
(The phrase comes to us, once again, from "The Streetwise Italian Dictionary/Thesaurus.")
"Fare la scarpetta" means to clean your plate during a meal. Usually, Italians do so with a piece of bread, making sure to sop up all the olive oil and other juices of a given meal.
Literally, of course, it means "do the little shoe." Why? I don't know.
C'è qualcuno che ci può spiegare l'origine della frase 'fare la scarpetta'? Ne sarei grata.
(The phrase comes to us, once again, from "The Streetwise Italian Dictionary/Thesaurus.")
Saturday, May 12, 2007
Beatrice, beata e bella
Virgil ("O anima cortese mantoana") begins to describe his meeting with Beatrice in which she implores him to help Dante.
«S'i' ho ben la parola tua intesa»,
rispuose del magnanimo quell' ombra,
«l'anima tua è da viltade offesa;
la qual molte fïate l'omo ingombra
sì che d'onrata impresa lo rivolve,
come falso veder bestia quand' ombra.
Da questa tema acciò che tu ti solve,
dirotti perch' io venni e quel ch'io 'ntesi
nel primo punto che di te mi dolve.
Io era tra color che son sospesi,
e donna mi chiamò beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.
Lucevan li occhi suoi più che la stella;
e cominciommi a dir soave e piana,
con angelica voce, in sua favella:
"O anima cortese mantoana,
di cui la fama ancor nel mondo dura,
e durerà quanto 'l mondo lontana,
l'amico mio, e non de la ventura,
ne la diserta piaggia è impedito
sì nel cammin, che vòlt' è per paura;
e temo che non sia già sì smarrito,
ch'io mi sia tardi al soccorso levata,
per quel ch'i' ho di lui nel cielo udito."
Dante's Inferno, Canto II, 43-66.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 1. And enjoy your Dante moment of the day!
«S'i' ho ben la parola tua intesa»,
rispuose del magnanimo quell' ombra,
«l'anima tua è da viltade offesa;
la qual molte fïate l'omo ingombra
sì che d'onrata impresa lo rivolve,
come falso veder bestia quand' ombra.
Da questa tema acciò che tu ti solve,
dirotti perch' io venni e quel ch'io 'ntesi
nel primo punto che di te mi dolve.
Io era tra color che son sospesi,
e donna mi chiamò beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.
Lucevan li occhi suoi più che la stella;
e cominciommi a dir soave e piana,
con angelica voce, in sua favella:
"O anima cortese mantoana,
di cui la fama ancor nel mondo dura,
e durerà quanto 'l mondo lontana,
l'amico mio, e non de la ventura,
ne la diserta piaggia è impedito
sì nel cammin, che vòlt' è per paura;
e temo che non sia già sì smarrito,
ch'io mi sia tardi al soccorso levata,
per quel ch'i' ho di lui nel cielo udito."
Dante's Inferno, Canto II, 43-66.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for May 1. And enjoy your Dante moment of the day!
Friday, May 04, 2007
Alfa Romeo Spider!
Wednesday, May 02, 2007
Dialects rule!
A reader of Il Corriere della Sera writes into Beppe Severigni, a noted expert on Italian culture and longtime observer of American culture, to protest the article that noted the widespread use of dialects in Italy ("L'italiano? No grazie, io parlo dialetto," see previous post). Let's listen in:
Caro Beppe,
Prendo spunto dall'articolo apparso sul Corriere.it un paio di giorni fa riguardante le abitudini linguistiche degli italiani, e vorrei solo proporre una riflessione su come stiamo perdendo per strada un pezzo importante del nostro patrimonio linguistico.
Complice un'ignoranza diffusa in tema di linguistica, ci ostiniamo a chiamare "dialetti" (un termine che, piaccia o meno, porta con sé una connotazione dispregiativa) quelle che i linguisti chiamano semplicemente lingue. Credo che non possiamo certo gioire del fatto che un buon numero di "dialetti" italiani (per esempio il piemontese, il ligure e l'emiliano, ma non solo) siano da tempo del "Red Book of Endangered LANGUAGES" redatto dall'Unesco. Mi auguro che la fonte sia sufficientemente autorevole.
Continuiamo più o meno consciamente ad alimentare lo stereotipo secondo cui il "dialetto" sia cosa da vecchi o da ignoranti dato che, cito dall'articolo, "La scelta del linguaggio è OVVIAMENTE influenzata dal livello di istruzione". Giusto per precisare, ho 27 anni, sono laureato, parlo fluentemente 4 lingue e vado fiero del mio veneto, che, quando torno nella mia terra, mi fa sentire molto più a casa, che non semplicemente parlare un italiano che spesso ho occasione di parlare anche vivendo all'estero.
Se e quando avrò dei figli sarò felice di trasmetterlo anche a loro, diversamente dalla maggior parte delle coppie di oggi che, a quanto pare, considera le sue radici un aspetto di poco conto. Nel 2001 il ministro francese della pubblica istruzione ha ammesso pubblicamente che la politica linguistica nazionale (del tutto simile a quella italiana) ha avuto grosse responsabilità nel regresso delle lingue regionali (occitano, provenzale, etc), che, anche in Francia, sono chiamate "patois", un termine non esattamente positivo. In Italia ci arriveremo mai? Forse quando sarà troppo tardi.
Saluti dalle isole Cayman.
Lorenzo Crosato, lorenzotv@infinito.it
Beppe responds:
Sono d'accordo. In un recente incontro al Circolo della Stampa di Milano anche Dacia Maraini ha proposte di non chiamarli "dialetti", ma "lingue regionali" - quali sono. Un modo per tenerli vivi è usare citazioni in dialetto, invece che nel solito inglese. Personalmente, lo faccio spesso (col cremasco, estremamente efficace!).
*********************
I think the reader raises a good point. There is a richness to the local languages spoken in coffee bars and per la strada in Italy. Can you imagine calling watermelon anything other than cocomero in Florence? Isn't it interesting that in the countryside in some parts of Italy older people still say, "Sono ito," a mix of Latin and Italian? Or how about Italians in northwest Italy who say, "Ma che vous fate?" remembering their French roots?
Sennò, perché io, una straniera, avrei adottato un'accento fiorentino? Ero fiero di imparare a parlare l'italiano senza pronunciare la 'c' in certe parole perché era un modo di avvicinarmi ai miei cari amici fiorentini e toscani.
Viva il fiorentino! (La fiorentina? E' un altro discorso!)
Quello, però, è solamente il mio parere. Cari lettori, che ne pensate? Amici italiani: vi piace parlare il dialetto con la mamma? Fatevi sentire! (in dialetto, chiaro!)
Caro Beppe,
Prendo spunto dall'articolo apparso sul Corriere.it un paio di giorni fa riguardante le abitudini linguistiche degli italiani, e vorrei solo proporre una riflessione su come stiamo perdendo per strada un pezzo importante del nostro patrimonio linguistico.
Complice un'ignoranza diffusa in tema di linguistica, ci ostiniamo a chiamare "dialetti" (un termine che, piaccia o meno, porta con sé una connotazione dispregiativa) quelle che i linguisti chiamano semplicemente lingue. Credo che non possiamo certo gioire del fatto che un buon numero di "dialetti" italiani (per esempio il piemontese, il ligure e l'emiliano, ma non solo) siano da tempo del "Red Book of Endangered LANGUAGES" redatto dall'Unesco. Mi auguro che la fonte sia sufficientemente autorevole.
Continuiamo più o meno consciamente ad alimentare lo stereotipo secondo cui il "dialetto" sia cosa da vecchi o da ignoranti dato che, cito dall'articolo, "La scelta del linguaggio è OVVIAMENTE influenzata dal livello di istruzione". Giusto per precisare, ho 27 anni, sono laureato, parlo fluentemente 4 lingue e vado fiero del mio veneto, che, quando torno nella mia terra, mi fa sentire molto più a casa, che non semplicemente parlare un italiano che spesso ho occasione di parlare anche vivendo all'estero.
Se e quando avrò dei figli sarò felice di trasmetterlo anche a loro, diversamente dalla maggior parte delle coppie di oggi che, a quanto pare, considera le sue radici un aspetto di poco conto. Nel 2001 il ministro francese della pubblica istruzione ha ammesso pubblicamente che la politica linguistica nazionale (del tutto simile a quella italiana) ha avuto grosse responsabilità nel regresso delle lingue regionali (occitano, provenzale, etc), che, anche in Francia, sono chiamate "patois", un termine non esattamente positivo. In Italia ci arriveremo mai? Forse quando sarà troppo tardi.
Saluti dalle isole Cayman.
Lorenzo Crosato, lorenzotv@infinito.it
Beppe responds:
Sono d'accordo. In un recente incontro al Circolo della Stampa di Milano anche Dacia Maraini ha proposte di non chiamarli "dialetti", ma "lingue regionali" - quali sono. Un modo per tenerli vivi è usare citazioni in dialetto, invece che nel solito inglese. Personalmente, lo faccio spesso (col cremasco, estremamente efficace!).
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I think the reader raises a good point. There is a richness to the local languages spoken in coffee bars and per la strada in Italy. Can you imagine calling watermelon anything other than cocomero in Florence? Isn't it interesting that in the countryside in some parts of Italy older people still say, "Sono ito," a mix of Latin and Italian? Or how about Italians in northwest Italy who say, "Ma che vous fate?" remembering their French roots?
Sennò, perché io, una straniera, avrei adottato un'accento fiorentino? Ero fiero di imparare a parlare l'italiano senza pronunciare la 'c' in certe parole perché era un modo di avvicinarmi ai miei cari amici fiorentini e toscani.
Viva il fiorentino! (La fiorentina? E' un altro discorso!)
Quello, però, è solamente il mio parere. Cari lettori, che ne pensate? Amici italiani: vi piace parlare il dialetto con la mamma? Fatevi sentire! (in dialetto, chiaro!)
"L'italiano? No grazie, io parlo dialetto"
A friend sent me this article from Il Corriere della Sera:
"L'italiano? No grazie, io parlo dialetto"
Nel 54,5% delle nostre famiglie lo si pratica ogni giorno
ROMA - Italia 2007, una Babele di dialetti. Se è vero che l'uso della lingua italiana cresce progressivamente, è anche vero che più della metà dei residenti nelle venti regioni italiane fra le mura domestiche preferisce le espressioni locali, la lingua dei padri e dei nonni. È quanto emerge da una indagine Istat su «Cittadini e tempo libero» che ha considerato un campione di 24 mila famiglie per un totale di circa 54 mila persone.
IDENTIKIT DEL «DIALETTOFONO»- Le persone che parlano prevalentemente italiano in famiglia rappresentano nel 2006 meno della metà, il 45,5% della popolazione di sei anni e più (25.051.000). La quota aumenta nelle relazioni con gli amici (48,9%) e in maniera più consistente nei rapporti con gli estranei (72,8%).
L'uso del dialetto cresce all'aumentare dell'età (oltre il 32% degli ultrasessantacinquenni lo parla in famiglia) mentre è influenzato dal genere: le donne sono più propense ad esprimersi prevalentemente in italiano sia in famiglia che soprattutto con gli amici (51,6% contro il 46% degli uomini), con un divario che è maggiore tra i giovani e finisce per annullarsi tra gli anziani.
La scelta del linguaggio è ovviamente influenzata dal livello di istruzione. L'uso prevalente del dialetto in famiglia e con gli amici riguarda soprattutto coloro che hanno un titolo di studio basso, anche a parità di età. Quanto alla ripartizione geografica l'uso prevalente o esclusivo dell'italiano è più diffuso al Centro e nel Nord-ovest.
AL SUD PREVALGONO GLI IDIOMI LOCALI - Le regioni in cui è maggiore la quota di persone che parlano prevalentemente italiano sono la Toscana (83,9%), la Liguria (68,5%) e il Lazio (60,7%), mentre quelle dove è minore sono la Calabria (20,4%), il Veneto (23,6%) e la Campania (25,5%). Nel Meridione (ad eccezione della Sardegna) più del 70% degli individui utilizza il dialetto in famiglia, anche se non in modo esclusivo.
RIMANDATI SULLE LINGUE STRANIERE - Ancora una volta arrivano dolenti note sulla conoscenza delle lingue straniere da parte degli italiani. I turisti ci invadono, ma sembriamo ancora restii ad apprendere altre lingue che non siano la nostra. Il 56,9% della popolazione maggiore di sei anni dichiara di conoscere una lingua straniera, ma a diversi livelli.
Prima l'inglese, poi il francese, molto meno il tedesco e lo spagnolo. L'inglese va per la maggiore tra le giovani generazioni, fra le persone mature è più diffusa la conoscenza del francese. Le lingue straniere si conoscono di più nel Nord-ovest (62,9%) e nel Nord-est (62,4%), mentre nel Sud e nelle Isole i valori sono nettamente inferiori (rispettivamente 48,5% e 51,4%). La conoscenza delle lingue è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2000.
"L'italiano? No grazie, io parlo dialetto"
Nel 54,5% delle nostre famiglie lo si pratica ogni giorno
ROMA - Italia 2007, una Babele di dialetti. Se è vero che l'uso della lingua italiana cresce progressivamente, è anche vero che più della metà dei residenti nelle venti regioni italiane fra le mura domestiche preferisce le espressioni locali, la lingua dei padri e dei nonni. È quanto emerge da una indagine Istat su «Cittadini e tempo libero» che ha considerato un campione di 24 mila famiglie per un totale di circa 54 mila persone.
IDENTIKIT DEL «DIALETTOFONO»- Le persone che parlano prevalentemente italiano in famiglia rappresentano nel 2006 meno della metà, il 45,5% della popolazione di sei anni e più (25.051.000). La quota aumenta nelle relazioni con gli amici (48,9%) e in maniera più consistente nei rapporti con gli estranei (72,8%).
L'uso del dialetto cresce all'aumentare dell'età (oltre il 32% degli ultrasessantacinquenni lo parla in famiglia) mentre è influenzato dal genere: le donne sono più propense ad esprimersi prevalentemente in italiano sia in famiglia che soprattutto con gli amici (51,6% contro il 46% degli uomini), con un divario che è maggiore tra i giovani e finisce per annullarsi tra gli anziani.
La scelta del linguaggio è ovviamente influenzata dal livello di istruzione. L'uso prevalente del dialetto in famiglia e con gli amici riguarda soprattutto coloro che hanno un titolo di studio basso, anche a parità di età. Quanto alla ripartizione geografica l'uso prevalente o esclusivo dell'italiano è più diffuso al Centro e nel Nord-ovest.
AL SUD PREVALGONO GLI IDIOMI LOCALI - Le regioni in cui è maggiore la quota di persone che parlano prevalentemente italiano sono la Toscana (83,9%), la Liguria (68,5%) e il Lazio (60,7%), mentre quelle dove è minore sono la Calabria (20,4%), il Veneto (23,6%) e la Campania (25,5%). Nel Meridione (ad eccezione della Sardegna) più del 70% degli individui utilizza il dialetto in famiglia, anche se non in modo esclusivo.
RIMANDATI SULLE LINGUE STRANIERE - Ancora una volta arrivano dolenti note sulla conoscenza delle lingue straniere da parte degli italiani. I turisti ci invadono, ma sembriamo ancora restii ad apprendere altre lingue che non siano la nostra. Il 56,9% della popolazione maggiore di sei anni dichiara di conoscere una lingua straniera, ma a diversi livelli.
Prima l'inglese, poi il francese, molto meno il tedesco e lo spagnolo. L'inglese va per la maggiore tra le giovani generazioni, fra le persone mature è più diffusa la conoscenza del francese. Le lingue straniere si conoscono di più nel Nord-ovest (62,9%) e nel Nord-est (62,4%), mentre nel Sud e nelle Isole i valori sono nettamente inferiori (rispettivamente 48,5% e 51,4%). La conoscenza delle lingue è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2000.
Tuesday, May 01, 2007
Dante: Canto II continues: Still hard!
Andovvi poi lo Vas d'elezïone,
per recarne conforto a quella fede
ch'è principio a la via di salvazione.
Ma io, perché venirvi? o chi 'l concede?
Io non Enëa, io non Paulo sono;
me degno a ciò né io né altri 'l crede.
Per che, se del venire io m'abbandono,
temo che la venuta non sia folle.
Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono."
E qual è quei che disvuol ciò che volle
e per novi pensier cangia proposta,
sì che dal cominciar tutto si tolle,
tal mi fec' ïo 'n quella oscura costa,
perché, pensando, consumai la 'mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.
"S'i' ho ben la parola tua intesa,"
rispuose del magnanimo quell' ombra,
"l'anima tua è da viltade offesa."
Dante's Inferno, Canto II, 28-45.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for April 21. And enjoy your Dante moment of the day!
per recarne conforto a quella fede
ch'è principio a la via di salvazione.
Ma io, perché venirvi? o chi 'l concede?
Io non Enëa, io non Paulo sono;
me degno a ciò né io né altri 'l crede.
Per che, se del venire io m'abbandono,
temo che la venuta non sia folle.
Se' savio; intendi me' ch'i' non ragiono."
E qual è quei che disvuol ciò che volle
e per novi pensier cangia proposta,
sì che dal cominciar tutto si tolle,
tal mi fec' ïo 'n quella oscura costa,
perché, pensando, consumai la 'mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.
"S'i' ho ben la parola tua intesa,"
rispuose del magnanimo quell' ombra,
"l'anima tua è da viltade offesa."
Dante's Inferno, Canto II, 28-45.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for April 21. And enjoy your Dante moment of the day!
Vino: Monica di Sardegna
Ci è piacuto molto! (S'erano anche bevute una bottiglia di Malbec dall'Argentina, ed una bottiglia di Bordeaux però chi se ne frega? Ciambellina si dedica esclusivamente all'Italia e tutto quello che quel bel paese ci da!!!)
Cari lettori, avete bevuto un bel vino recentemente oppure avete qualche consiglio sui vini? Fatevi sentire!
Godi!
Thursday, April 26, 2007
"Adottiamo le parole in via d'estinzione"
Cosí dice il primo ministro spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero. Il giornale La Repubblica oggi ha pubblicato un brano che tratta delle parole e frasi che scompaiono sia dal lessico italiano che spagnolo. Ecco il servizio:
Migliaia di termini scompaiono ogni giorno, scalzati da inglesismi, blog e sms
Tra il '92 e il 2001, cancellati 6,000 termini dal dizionario della Real Academia Española
di ALESSANDRO OPPES
MADRID - Scompaiono a migliaia, una dopo l'altra, scalzate nell'uso quotidiano da inglesismi o americanismi, da termini del linguaggio informatico e tecnologico, dalla cultura del "blog" e del "sms", del "chat" e del "messenger", che semplifica il linguaggio. E forse l'uccide. Parole perdute, dimenticate, in via di estinzione, persino cancellate dai dizionari, perché quasi nessuno - ormai - le utilizza. È possibile, e vale la pena, fare qualcosa?
In Spagna l'operazione salvataggio è partita per iniziativa della Escuela de escritores e di un'istituzione che si occupa della salvaguardia della cultura catalana, la Escola d'Escriptura del Ateneo de Barcelona.
Lo strumento per eccellenza della comunicazione, internet, impiegato per riscattare dall'oblìo i termini del castigliano caduti in disuso. Che sono parecchi, probabilmente molti più di quanto si possa immaginare: in appena dieci anni, tra il 1992 e il 2001, ne sono stati cancellati seimila dal dizionario della Real Academia Española.
La proposta per celebrare la giornata del libro, lunedì scorso, è quella di "adottare una parola", e di spiegare il motivo per cui si intende salvarla. In venti giorni, sono state già migliaia le adesioni arrivate via web non solo dalla Spagna ma anche da tutti i paesi dell'America Latina e dal resto del mondo.
Con parecchi "padrini" d'eccezione, sia tra gli scrittori, gli intellettuali, i giornalisti, sia tra i politici che hanno accettato volentieri di aderire a questo utile "gioco" culturale e impegnarsi a usare le parole "in pericolo".
Il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, ad esempio, ha scelto un termine caduto in disuso ma che in passato era impiegato soprattutto nella sua terra natale, León, oltreché a Salamanca e a Cuba: andancio, che significa malattia epidemica lieve. Il leader del Partito popolare Mariano Rajoy, invece, vuole salvare il termine avatares, ovvero vicissitudini, obsoleto ma già più volte utilizzato dal numero uno dell'opposizione negli animati confronti parlamentari con il premier.
L'appello della scuola degli scrittori è appassionato e quasi commovente: "Vogliamo che ci aiuti a salvare il maggior numero possibile di quelle parole minacciate dalla povertà lessicale, spazzate dal linguaggio politicamente corretto, sostituite dalla tecnocrazia linguistica, perseguitate da stranierismi furtivi che ci costringono a fare outsourcing di risorse anziché impiegare manodopera esterna...".
Sabato prossimo, chiusi i termini di adesione alla campagna via Internet, verrà creata una "riserva di parole virtuali", che servirà come un richiamo alla riflessione sulla lingua spagnola.
************************
Allora, cari lettori, che ne pensate? Vale la pena impegnarsi a salvare queste parole e frasi che stiamo per perdere?
Migliaia di termini scompaiono ogni giorno, scalzati da inglesismi, blog e sms
Tra il '92 e il 2001, cancellati 6,000 termini dal dizionario della Real Academia Española
di ALESSANDRO OPPES
MADRID - Scompaiono a migliaia, una dopo l'altra, scalzate nell'uso quotidiano da inglesismi o americanismi, da termini del linguaggio informatico e tecnologico, dalla cultura del "blog" e del "sms", del "chat" e del "messenger", che semplifica il linguaggio. E forse l'uccide. Parole perdute, dimenticate, in via di estinzione, persino cancellate dai dizionari, perché quasi nessuno - ormai - le utilizza. È possibile, e vale la pena, fare qualcosa?
In Spagna l'operazione salvataggio è partita per iniziativa della Escuela de escritores e di un'istituzione che si occupa della salvaguardia della cultura catalana, la Escola d'Escriptura del Ateneo de Barcelona.
Lo strumento per eccellenza della comunicazione, internet, impiegato per riscattare dall'oblìo i termini del castigliano caduti in disuso. Che sono parecchi, probabilmente molti più di quanto si possa immaginare: in appena dieci anni, tra il 1992 e il 2001, ne sono stati cancellati seimila dal dizionario della Real Academia Española.
La proposta per celebrare la giornata del libro, lunedì scorso, è quella di "adottare una parola", e di spiegare il motivo per cui si intende salvarla. In venti giorni, sono state già migliaia le adesioni arrivate via web non solo dalla Spagna ma anche da tutti i paesi dell'America Latina e dal resto del mondo.
Con parecchi "padrini" d'eccezione, sia tra gli scrittori, gli intellettuali, i giornalisti, sia tra i politici che hanno accettato volentieri di aderire a questo utile "gioco" culturale e impegnarsi a usare le parole "in pericolo".
Il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, ad esempio, ha scelto un termine caduto in disuso ma che in passato era impiegato soprattutto nella sua terra natale, León, oltreché a Salamanca e a Cuba: andancio, che significa malattia epidemica lieve. Il leader del Partito popolare Mariano Rajoy, invece, vuole salvare il termine avatares, ovvero vicissitudini, obsoleto ma già più volte utilizzato dal numero uno dell'opposizione negli animati confronti parlamentari con il premier.
L'appello della scuola degli scrittori è appassionato e quasi commovente: "Vogliamo che ci aiuti a salvare il maggior numero possibile di quelle parole minacciate dalla povertà lessicale, spazzate dal linguaggio politicamente corretto, sostituite dalla tecnocrazia linguistica, perseguitate da stranierismi furtivi che ci costringono a fare outsourcing di risorse anziché impiegare manodopera esterna...".
Sabato prossimo, chiusi i termini di adesione alla campagna via Internet, verrà creata una "riserva di parole virtuali", che servirà come un richiamo alla riflessione sulla lingua spagnola.
************************
Allora, cari lettori, che ne pensate? Vale la pena impegnarsi a salvare queste parole e frasi che stiamo per perdere?
Tuesday, April 24, 2007
Il tè con miele
Do you want the honey of the gods? Then you want Italian chestnut honey.
Here are two brands that I recommend (while I was finishing one jar, luck was on my side and I found another jar, without having to send Il Nostro Inviato back to Florence).
The one on the left is produced by Apicoltura Gualdani, near Arezzo, and was purchased in Italy.
The one on the left is produced by Apicoltura Gualdani, near Arezzo, and was purchased in Italy.
The one on the right is produced by Il Forteto Coop. of Vicchio, which is near Florence, and was purchased at the Wine Library in Springfield, N.J.
Godi!
Godi!
Saturday, April 21, 2007
Dante continues: This one's a tough read!
Tu dici che di Silvïo il parente,
corruttibile ancora, ad immortale
secolo andò, e fu sensibilmente.
Però, se l'avversario d'ogne male
cortese i fu, pensando l'alto effetto
ch'uscir dovea di lui, e 'l chi e 'l quale
non pare indegno ad omo d'intelletto;
ch'e' fu de l'alma Roma e di suo impero
ne l'empireo ciel per padre eletto:
la quale e 'l quale, a voler dir lo vero,
fu stabilita per lo loco santo
u' siede il successor del maggior Piero.
Per quest' andata onde li dai tu vanto,
intese cose che furon cagione
di sua vittoria e del papale ammanto.
Dante's Inferno, Canto II, 13-27.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for March 28. And enjoy your Dante moment of the day!
corruttibile ancora, ad immortale
secolo andò, e fu sensibilmente.
Però, se l'avversario d'ogne male
cortese i fu, pensando l'alto effetto
ch'uscir dovea di lui, e 'l chi e 'l quale
non pare indegno ad omo d'intelletto;
ch'e' fu de l'alma Roma e di suo impero
ne l'empireo ciel per padre eletto:
la quale e 'l quale, a voler dir lo vero,
fu stabilita per lo loco santo
u' siede il successor del maggior Piero.
Per quest' andata onde li dai tu vanto,
intese cose che furon cagione
di sua vittoria e del papale ammanto.
Dante's Inferno, Canto II, 13-27.
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Saturday, April 14, 2007
Dove Mangiare a Firenze
Quando ho cominciato a scrivere il blog qualche mese fa, volevo mettervi tutto quello che sapevo dell'Italia, dai ristoranti buoni a Firenze alle stradine belle di campagna.
Mi sono permessa di parlare di tante cose, ma mi sono dimenticata di darvi consigli per dove mangiare bene a Firenze (ed altre città). Ma che vergogna!
Vabbe' cominciamo. And for my Anglophone readers, here are just a few of the trattorie and restaurants I like in Florence, and a few outside of Florence:
(Centro Storico)
All'Antico Ristoro di Cambi, Via S. Onofrio (Oltrarno)
Osteria Caffe Italiano, Via Isola delle Stinche/V. Vigna Vecchia
Fuori Porta, Via Monte alle Croci (Oltrarno)
Vino e Pane, San Niccolo (Oltrarno)
Enoteca/Tratt. Baldovino, Via San Giovanni (Santa Croce)
Caffe Cibreo, Via del Verrocchio
I Fratellini, Via dei Cimatori (un bancone)
La Buca Lapi, Via del Trebbio
Trattoria Casalinga, Piazza Santo Spirito (Oltrarno)
Il Tramvai, Piazza Torquato Tasso (Oltrarno)
(Outside the city)
Il Vecciolino, Monte Morello
Locando degli Scopeti, Via Cassia, 81, Impruneta
(In Tuscany)
Da Delfina, Loc. Artimino, Carmignano
La Corteccia, Massa Rosa (Lucca)
Mi sono permessa di parlare di tante cose, ma mi sono dimenticata di darvi consigli per dove mangiare bene a Firenze (ed altre città). Ma che vergogna!
Vabbe' cominciamo. And for my Anglophone readers, here are just a few of the trattorie and restaurants I like in Florence, and a few outside of Florence:
(Centro Storico)
All'Antico Ristoro di Cambi, Via S. Onofrio (Oltrarno)
Osteria Caffe Italiano, Via Isola delle Stinche/V. Vigna Vecchia
Fuori Porta, Via Monte alle Croci (Oltrarno)
Vino e Pane, San Niccolo (Oltrarno)
Enoteca/Tratt. Baldovino, Via San Giovanni (Santa Croce)
Caffe Cibreo, Via del Verrocchio
I Fratellini, Via dei Cimatori (un bancone)
La Buca Lapi, Via del Trebbio
Trattoria Casalinga, Piazza Santo Spirito (Oltrarno)
Il Tramvai, Piazza Torquato Tasso (Oltrarno)
(Outside the city)
Il Vecciolino, Monte Morello
Locando degli Scopeti, Via Cassia, 81, Impruneta
(In Tuscany)
Da Delfina, Loc. Artimino, Carmignano
La Corteccia, Massa Rosa (Lucca)
Friday, April 13, 2007
Vacanza
Cari lettori,
Sto per andare in vacanza per una settimana, e ci sta che non avrò l'opportunità di scrivere nuovi brani spesso.
Essere in vacanza ormai vuol dire evitare il computer, evitare gli email, leggere solamente il giornale, le riviste, un bel libro -- le cose che puoi toccare. Quindi, staccarmi dal lavoro forse significa purtroppo staccarmi dal Ciambellina.
Vediamo. Forse mi faccio sentire. Vado in giro per l'America. Si sta a vedere che cosa troverò.
Un abbraccio,
Ciambellina
Sto per andare in vacanza per una settimana, e ci sta che non avrò l'opportunità di scrivere nuovi brani spesso.
Essere in vacanza ormai vuol dire evitare il computer, evitare gli email, leggere solamente il giornale, le riviste, un bel libro -- le cose che puoi toccare. Quindi, staccarmi dal lavoro forse significa purtroppo staccarmi dal Ciambellina.
Vediamo. Forse mi faccio sentire. Vado in giro per l'America. Si sta a vedere che cosa troverò.
Un abbraccio,
Ciambellina
Film: Il Caimano (Nanni Moretti)
On Saturday (April 14), BAMcinematek in Brooklyn will provide the New York premiere of Nanni Moretti's 2006 film, "Il Caimano."
Please go to see this film because I won't be able to go! E' un pezzo che cerco "Il Caimano" sull'elenco dei film offerti dal Netflix. Qualcuno sa dove posso trovare Il Caimano in USA?
In any event, the film is one of a number of critical artistic works that examine the legacy of ex Italian premier Silvio Berlusconi.
Here's the blurb from BAM:
"Filmmaker and satirist Moretti looks at the connection between film and politics in this saga of a washed-up producer trying to finance a project based on Silvio Berlusconi. Packed with cameos and Moretti’s hilarious jabs at the former Prime Minister, the film is also a sincere rumination on the nature of art and how the act of creation can sustain anyone."
Variety says the film's "newsreel footage of Berlusconi appearing at his most tasteless before the European Parliament is a jewel."
(Showings are at 2 p.m., 4:30, 6:50, 9:15 pm; godi!)
Please go to see this film because I won't be able to go! E' un pezzo che cerco "Il Caimano" sull'elenco dei film offerti dal Netflix. Qualcuno sa dove posso trovare Il Caimano in USA?
In any event, the film is one of a number of critical artistic works that examine the legacy of ex Italian premier Silvio Berlusconi.
Here's the blurb from BAM:
"Filmmaker and satirist Moretti looks at the connection between film and politics in this saga of a washed-up producer trying to finance a project based on Silvio Berlusconi. Packed with cameos and Moretti’s hilarious jabs at the former Prime Minister, the film is also a sincere rumination on the nature of art and how the act of creation can sustain anyone."
Variety says the film's "newsreel footage of Berlusconi appearing at his most tasteless before the European Parliament is a jewel."
(Showings are at 2 p.m., 4:30, 6:50, 9:15 pm; godi!)
Saturday, April 07, 2007
Remembering Primo Levi -- Premio Grinzane
On the occasion of the presentation of the Grinzane-Masters Award to author Philip Roth, the Italian Cultural Institute of New York and the Associazione Premio Grinzane Cavour commemorate the life and works of Primo Levi on the twentieth anniversary from his death (April 11, 1987).
According to notes for the event, "Levi is perhaps the writer who more than any other testified to the intellectual bewilderment in front of human brutality." Levi is known primarily for his work "Survival in Auschwitz," an account of how he survived a Nazi concentration camp during World War II.
The facts surrounding his death in 1987 remain controversial, with some saying he committed suicide, while others maintain he accidentally fell down the stairs of his apartment building.
Levi won the first edition of the Grinzane Prize in 1982. Philip Roth has written about Levi and met him many times.
Details:
Date: Monday, April 16, 2007
Hours: 5.30 p.m.
Venue: Italian Cultural Institute of New York (686 Park Avenue, Manhattan)
Reservation required: 212-879-4242, ext.362
According to notes for the event, "Levi is perhaps the writer who more than any other testified to the intellectual bewilderment in front of human brutality." Levi is known primarily for his work "Survival in Auschwitz," an account of how he survived a Nazi concentration camp during World War II.
The facts surrounding his death in 1987 remain controversial, with some saying he committed suicide, while others maintain he accidentally fell down the stairs of his apartment building.
Levi won the first edition of the Grinzane Prize in 1982. Philip Roth has written about Levi and met him many times.
Details:
Date: Monday, April 16, 2007
Hours: 5.30 p.m.
Venue: Italian Cultural Institute of New York (686 Park Avenue, Manhattan)
Reservation required: 212-879-4242, ext.362
Thursday, April 05, 2007
Scacciapensieri
Quando stavo a Siena, conoscevo un ragazzo che viveva in una frazione che si chiamava Scacciapensieri. Mi piaceva molto quel nome, che mi suggeriva un'immagine di un posto romantico dove la musica di Chopin suonava.
Non ci sono mai stata, e fai conto, era una frazione, forse solamente un vicinato in periferia di Siena, che forse sapeva più di Poggibonsi che di Venezia. Però sai com'è quando tu decidi una cosa. Non c'è verso.
Uno scacciapensieri, o passatempo, quindi, ci vuole. Almeno oggi. Un abbraccio a tutti.
(La foto è un'altra opera di Stephanie Costa di San Francisco; non è stata scattata a Scacciapensieri di sicuro!).
Thursday, March 29, 2007
Difendiamo l’etichetta!
Do you know Slow Food? You have to pronounce it like the Italians do -- extra heavy on the long 'o' and then full stop at the d (just for fun obviously!). These people think Italy has gone the way of fast food. Imagine what they would say about USA!
Below is an appeal they are sending out. The organization wants to maintain a law that forces food and beverage manufacturers to identify the country of origin. A new EU law is attempting to do away with the practice, which Slow Food fears increases the commercialization of the goods sold and does not honor their artisan and particular origins.
"Parte oggi la campagna di raccolta firme 'Difendiamo l’etichetta, vogliamo conoscere l’origine dei prodotti che mangiamo,' con la quale Slow Food Italia e Coldiretti chiedono ai parlamentari italiani di difendere la legge 204, che obbliga a indicare l’origine geografica (Prodotto in Italia) dei prodotti agroalimentari, dalle nuove disposizioni dell’Unione Europea, volte a eliminare l’origine in etichetta perché considerata ostacolo al libero mercato e alla concorrenza.
"Abbiamo la sensazione, confermata dalle leggi che vengono approvate (o abrogate), che l'agricoltura non sia più una scelta strategica e, in particolare, la difesa di un'agricoltura di qualità non sia considerata un obiettivo irrinunciabile. Al contrario si tende a ridurre il tutto a termini di mercato, di scambio merci, e l’attenzione del legislatore sembra diretta soltanto alla facilitazione del continuo scambio a tutti i livelli e in tutte le direzioni.
"In sostanza non si bada più a cosa si produce, si vende e si acquista, ma a come, quanto agevolmente, lo si produce, lo si vende e lo si acquista. Ma la produzione di prodotti alimentari non può sganciarsi dalla sostanza dei prodotti stessi. I prodotti alimentari si definiscono in base alla loro qualità e la loro qualità definisce il livello della nostra salute, della nostra qualità di vita. E’ una partita troppo importante per ridurla a mere azioni di acquisto e vendita.
"Firma l’appello, diffondilo e raccogli a tua volta firme a sostegno."
http://www.slowfood.it
Below is an appeal they are sending out. The organization wants to maintain a law that forces food and beverage manufacturers to identify the country of origin. A new EU law is attempting to do away with the practice, which Slow Food fears increases the commercialization of the goods sold and does not honor their artisan and particular origins.
"Parte oggi la campagna di raccolta firme 'Difendiamo l’etichetta, vogliamo conoscere l’origine dei prodotti che mangiamo,' con la quale Slow Food Italia e Coldiretti chiedono ai parlamentari italiani di difendere la legge 204, che obbliga a indicare l’origine geografica (Prodotto in Italia) dei prodotti agroalimentari, dalle nuove disposizioni dell’Unione Europea, volte a eliminare l’origine in etichetta perché considerata ostacolo al libero mercato e alla concorrenza.
"Abbiamo la sensazione, confermata dalle leggi che vengono approvate (o abrogate), che l'agricoltura non sia più una scelta strategica e, in particolare, la difesa di un'agricoltura di qualità non sia considerata un obiettivo irrinunciabile. Al contrario si tende a ridurre il tutto a termini di mercato, di scambio merci, e l’attenzione del legislatore sembra diretta soltanto alla facilitazione del continuo scambio a tutti i livelli e in tutte le direzioni.
"In sostanza non si bada più a cosa si produce, si vende e si acquista, ma a come, quanto agevolmente, lo si produce, lo si vende e lo si acquista. Ma la produzione di prodotti alimentari non può sganciarsi dalla sostanza dei prodotti stessi. I prodotti alimentari si definiscono in base alla loro qualità e la loro qualità definisce il livello della nostra salute, della nostra qualità di vita. E’ una partita troppo importante per ridurla a mere azioni di acquisto e vendita.
"Firma l’appello, diffondilo e raccogli a tua volta firme a sostegno."
http://www.slowfood.it
Wednesday, March 28, 2007
Dante, Canto II: Ci siamo!
Dante and Virgil begin their journey together.
"Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno
m'apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.
O muse, o alto ingegno, or m'aiutate;
o mente che scrivesti ciò ch'io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate.
Io cominciai: 'Poeta che mi guidi,
guarda la mia virtù s'ell' è possent
e, prima ch'a l'alto passo tu mi fidi.'"
Dante's Inferno, Canto II, 1-12.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for March 17. And enjoy your Dante moment of the day!
"Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno
m'apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.
O muse, o alto ingegno, or m'aiutate;
o mente che scrivesti ciò ch'io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate.
Io cominciai: 'Poeta che mi guidi,
guarda la mia virtù s'ell' è possent
e, prima ch'a l'alto passo tu mi fidi.'"
Dante's Inferno, Canto II, 1-12.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for March 17. And enjoy your Dante moment of the day!
Monday, March 26, 2007
Benni e altre simili scipitaggini!: Se gli Usa ci bacchettano...#links
Do you want to hear what a young Milanese woman thinks of America's interference in Italian politics? Click on this link and she will give you an earful (eyeful!) about how hypocritical she sees the United States when it judges how the Italian government obtained the freedom of the journalist from La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo.
Benni e altre simili scipitaggini!: Se gli Usa ci bacchettano...#links
Benni e altre simili scipitaggini!: Se gli Usa ci bacchettano...#links
Sunday, March 25, 2007
Lettere al Corriere: La guerra in Iraq
Journalist Sergio Romano publishes (and sometimes responds to) letters to the editor on Corriere's home page. Here's what one Paolo Cipollone wrote last week about America's presence in Iraq:
"Caro Romano,
Il 20 marzo 2007 la guerra in Iraq è entrata nel suo quinto anno, diventando così la terza guerra, in termini di durata, della storia degli Usa, superata solo dalla guerra del Vietnam (1964-1973) e dalla guerra d'Indipendenza (1776-1783). La guerra di Secessione (1861-1865) durò infatti, per pochi giorni, poco meno di 4 anni.
"Anche in termini di perdite umane di parte Usa, al momento 3.132, la guerra in Iraq ha da molto tempo superato la guerra del Golfo del 1991, e si avvia a superare la guerra ispano-americana del 1898, che registra 3.289 morti tra le forze Usa.
"La 'Mission Accomplished,' dichiarata dal presidente Bush il primo maggio 2003, si è dimostrata, tragicamente, una evidente assurdità. Inoltre, a mio avviso, l'intervento Usa in Iraq si sta rivelando, sempre di più, una penosa idiozia anche in cinici termini di realpolitik."
Notevole, how well Signor Cipollone, a normal everyday Italian citizen (inasmuch as the newspaper did not identify him as an expert), describes the current war in the context of American war history.
"Caro Romano,
Il 20 marzo 2007 la guerra in Iraq è entrata nel suo quinto anno, diventando così la terza guerra, in termini di durata, della storia degli Usa, superata solo dalla guerra del Vietnam (1964-1973) e dalla guerra d'Indipendenza (1776-1783). La guerra di Secessione (1861-1865) durò infatti, per pochi giorni, poco meno di 4 anni.
"Anche in termini di perdite umane di parte Usa, al momento 3.132, la guerra in Iraq ha da molto tempo superato la guerra del Golfo del 1991, e si avvia a superare la guerra ispano-americana del 1898, che registra 3.289 morti tra le forze Usa.
"La 'Mission Accomplished,' dichiarata dal presidente Bush il primo maggio 2003, si è dimostrata, tragicamente, una evidente assurdità. Inoltre, a mio avviso, l'intervento Usa in Iraq si sta rivelando, sempre di più, una penosa idiozia anche in cinici termini di realpolitik."
Notevole, how well Signor Cipollone, a normal everyday Italian citizen (inasmuch as the newspaper did not identify him as an expert), describes the current war in the context of American war history.
Primavera del Prosecco DOC
Please file this under, oh why oh why can't I be in Italy right now?!
Until next Sunday (April 1), the Valdobbiadene area in Treviso, which makes some of the best sparkling wine anywhere, will hold a sagra or festival for its chief export, prosecco.
The festival takes places in the little town of Santo Stefano. In order to properly taste the prosecco, the fair will pair glasses of the beautiful frizzy white nectar with gnocchi, pesce e risotti. Niente male, eh?
According to the organizers, the festival serves to "valorizzare i vini e la piccola frazione di Santo Stefano, famosa per gli splendidi panorami, dove il sole splende a ogni ora e in ogni stagione." Don't you want to go now, too?
For more information, visit www.primaveraprosecco.it. To try a wonderful Prosecco from Valdobbiadene that is beloved by Ciambellina, please buy the wine in the photo below (Nino Franco Rustico). You won't be sorry!

Cin cin!
Until next Sunday (April 1), the Valdobbiadene area in Treviso, which makes some of the best sparkling wine anywhere, will hold a sagra or festival for its chief export, prosecco.
The festival takes places in the little town of Santo Stefano. In order to properly taste the prosecco, the fair will pair glasses of the beautiful frizzy white nectar with gnocchi, pesce e risotti. Niente male, eh?
According to the organizers, the festival serves to "valorizzare i vini e la piccola frazione di Santo Stefano, famosa per gli splendidi panorami, dove il sole splende a ogni ora e in ogni stagione." Don't you want to go now, too?
For more information, visit www.primaveraprosecco.it. To try a wonderful Prosecco from Valdobbiadene that is beloved by Ciambellina, please buy the wine in the photo below (Nino Franco Rustico). You won't be sorry!
Cin cin!
Monday, March 19, 2007
La Lotta Armata
Dal Corriere della Sera oggi, a former Italian terrorist caught on the lam in Brazil:
BATTISTI, AVVIATA PROCEDURA PER L'ESTRADIZIONE
La richiesta al Brasile dove l'ex leader dei Pac, Proletari armati per il comunismo, è stato arrestato ieri, dopo tre anni di latitanza
ANSA - "È stata avviata in mattinata la procedura per ottenere l'estradizione di Cesare Battisti dal Brasile dove l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia all'ergastolo per omicidi commessi negli anni '70, è stato arrestato ieri, dopo tre anni di latitanza. Per quanto ci riguarda - ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella - lavoriamo per ottenerla nei tempi più rapidi possibili."
"È finita in un hotel di Capocabana, a Rio De Janeiro, la fuga di Battisti, evaso da un carcere italiano nel 1980 e rifugiatosi in Francia 15 anni fa. Battisti, 52 anni, si era dato alla latitanza il 22 agosto 2004 per sfuggire a un'estradizione che vedeva sempre più vicina."
"Battisti è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'assise e d'appello di Milano per aver personalmente ucciso un gioiellieredi nome Torreggiani, ferito suo figlio oggi paraplegico, per l'omicidio di un guardiano di prigione, Santoro, e di un agente della Digos, Campagna. Faceva parte inoltre del commando che fece irruzione nella sede del Msi a Mestre, uccidendo un membro del partito, Sabbadin. Finito in carcere a Frosinone per l'omicidio Torreggiani, ne evase clamorosamente nel 1981, dileguandosi nel nulla. Vent'anni di latitanza, prima a Parigi poi nuova fuga nel timore dell'estradizione, verso il Messico."
Nota bene: This is one of any number of loose ends resulting from Italy's era of domestic terrorism that peaked in the 1960s and 1970s, and is referred to as "gli anni di piombo," the lead years. During this period, the remnants of the war-era fascist and communist organizations continued to fight it out, planting bombs in train stations and claiming almost 500 lives.
Now let's see what happens with his trial. Ten years could pass, and he could still be smoking cigarettes at the corner bar in the city where he lives.
BATTISTI, AVVIATA PROCEDURA PER L'ESTRADIZIONE
La richiesta al Brasile dove l'ex leader dei Pac, Proletari armati per il comunismo, è stato arrestato ieri, dopo tre anni di latitanza
ANSA - "È stata avviata in mattinata la procedura per ottenere l'estradizione di Cesare Battisti dal Brasile dove l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia all'ergastolo per omicidi commessi negli anni '70, è stato arrestato ieri, dopo tre anni di latitanza. Per quanto ci riguarda - ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella - lavoriamo per ottenerla nei tempi più rapidi possibili."
"È finita in un hotel di Capocabana, a Rio De Janeiro, la fuga di Battisti, evaso da un carcere italiano nel 1980 e rifugiatosi in Francia 15 anni fa. Battisti, 52 anni, si era dato alla latitanza il 22 agosto 2004 per sfuggire a un'estradizione che vedeva sempre più vicina."
"Battisti è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'assise e d'appello di Milano per aver personalmente ucciso un gioiellieredi nome Torreggiani, ferito suo figlio oggi paraplegico, per l'omicidio di un guardiano di prigione, Santoro, e di un agente della Digos, Campagna. Faceva parte inoltre del commando che fece irruzione nella sede del Msi a Mestre, uccidendo un membro del partito, Sabbadin. Finito in carcere a Frosinone per l'omicidio Torreggiani, ne evase clamorosamente nel 1981, dileguandosi nel nulla. Vent'anni di latitanza, prima a Parigi poi nuova fuga nel timore dell'estradizione, verso il Messico."
Nota bene: This is one of any number of loose ends resulting from Italy's era of domestic terrorism that peaked in the 1960s and 1970s, and is referred to as "gli anni di piombo," the lead years. During this period, the remnants of the war-era fascist and communist organizations continued to fight it out, planting bombs in train stations and claiming almost 500 lives.
Now let's see what happens with his trial. Ten years could pass, and he could still be smoking cigarettes at the corner bar in the city where he lives.
Saturday, March 17, 2007
Dante: End of Canto I
" 'Ond' io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida;
e vederai color che son contenti
nel foco, perché speran di venire
quando che sia a le beate genti.
A le quai poi se tu vorrai salire,
anima fia a ciò più di me degna:
con lei ti lascerò nel mio partire;
ché quello imperador che là sù regna,
perch' i' fu' ribellante a la sua legge,
non vuol che 'n sua città per me si vegna.
In tutte parti impera e quivi regge;
quivi è la sua città e l'alto seggio:
oh felice colui cu' ivi elegge!."
E io a lui: "Poeta, io ti richeggio
per quello Dio che tu non conoscesti,
acciò ch'io fugga questo male e peggio,
che tu mi meni là dov' or dicesti,
sì ch'io veggia la porta di san Pietro
e color cui tu fai cotanto mesti."
Allor si mosse, e io li tenni dietro.
Dante's Inferno, Canto I, 111-136.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for March 7. And enjoy your Dante moment of the day!
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida;
e vederai color che son contenti
nel foco, perché speran di venire
quando che sia a le beate genti.
A le quai poi se tu vorrai salire,
anima fia a ciò più di me degna:
con lei ti lascerò nel mio partire;
ché quello imperador che là sù regna,
perch' i' fu' ribellante a la sua legge,
non vuol che 'n sua città per me si vegna.
In tutte parti impera e quivi regge;
quivi è la sua città e l'alto seggio:
oh felice colui cu' ivi elegge!."
E io a lui: "Poeta, io ti richeggio
per quello Dio che tu non conoscesti,
acciò ch'io fugga questo male e peggio,
che tu mi meni là dov' or dicesti,
sì ch'io veggia la porta di san Pietro
e color cui tu fai cotanto mesti."
Allor si mosse, e io li tenni dietro.
Dante's Inferno, Canto I, 111-136.
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for March 7. And enjoy your Dante moment of the day!
Tuesday, March 13, 2007
"La Mente di Leonardo. Nel Laboratorio del Genio Universale "
Sounds interesting!
If you live in Boston, you could have attended a lecture with this title tonight (it started at 7:30).
Here's what YOU and I missed:
The talk, at the Circolo Italiano di Boston, was given by Paolo Galluzzi, Direttore Istituto e Museo di Storia della Scienza, about a recent exhibit on Leonardo Da Vinci.
The Circolo gave this summary: "Verranno discusse le principali scoperte presentate nel corso di una mostra sulla mente di Leonardo. La mostra, curata da Galluzzi, si e' recentemente conclusa a Firenze. 'La mente di Leonardo' propone al visitatore un punto di vista diverso, invitandolo ad esplorare il modo stesso di pensare del genio e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura."
If you live in Boston, you could have attended a lecture with this title tonight (it started at 7:30).
Here's what YOU and I missed:
The talk, at the Circolo Italiano di Boston, was given by Paolo Galluzzi, Direttore Istituto e Museo di Storia della Scienza, about a recent exhibit on Leonardo Da Vinci.
The Circolo gave this summary: "Verranno discusse le principali scoperte presentate nel corso di una mostra sulla mente di Leonardo. La mostra, curata da Galluzzi, si e' recentemente conclusa a Firenze. 'La mente di Leonardo' propone al visitatore un punto di vista diverso, invitandolo ad esplorare il modo stesso di pensare del genio e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura."
Thursday, March 08, 2007
8 Marzo: La Festa delle Donne
Ecco una spiegazione della festa delle donne (che viene festeggiata l'8 Marzo in Italia), mandata da nostra cara amica, Ilaria. Grazie Ila!
Forse molti non sanno che l'origine di queste ricorrenza risale a quasi un secolo fa: il 1908,quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò per protesta contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate, ma fu' proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, sequestrando di fatto le operaie all'interno. Nei tumulti che seguirono in quell'orribile giornata, venne appiccato un fuoco che provocò un incendio ed uccise 129 operaie, tra cui anche donne italiane: donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
E' così che quella data, l'8 marzo, ha assunto nel tempo un'importanza mondiale ed è diventata il simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire nel corso dei secoli ed il punto di partenza per il riscatto della loro dignità.
Oggi spesso fatta scadere in sorrisi al servizio esclusivo di un vuoto consumismo, in realtà questa ricorrenza cela un evento che vale la pena tenere a mente e ricordare.
Con la speranza, quindi, che in ogni angolo del mondo non si debba più avvertire il bisogno di un tale ricordo e che questa giornata possa trasformarsi in una vera festa ovunque....semplicemente....Auguri!
Forse molti non sanno che l'origine di queste ricorrenza risale a quasi un secolo fa: il 1908,quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò per protesta contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate, ma fu' proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, sequestrando di fatto le operaie all'interno. Nei tumulti che seguirono in quell'orribile giornata, venne appiccato un fuoco che provocò un incendio ed uccise 129 operaie, tra cui anche donne italiane: donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
E' così che quella data, l'8 marzo, ha assunto nel tempo un'importanza mondiale ed è diventata il simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire nel corso dei secoli ed il punto di partenza per il riscatto della loro dignità.
Oggi spesso fatta scadere in sorrisi al servizio esclusivo di un vuoto consumismo, in realtà questa ricorrenza cela un evento che vale la pena tenere a mente e ricordare.
Con la speranza, quindi, che in ogni angolo del mondo non si debba più avvertire il bisogno di un tale ricordo e che questa giornata possa trasformarsi in una vera festa ovunque....semplicemente....Auguri!
Wednesday, March 07, 2007
Dante: The arrival of Virgil, part deux
"Or se' tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?,"
rispuos' io lui con vergognosa fronte.
"O de li altri poeti onore e lume,
vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
che m'ha fatto cercar lo tuo volume.
Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m'ha fatto onore.
Vedi la bestia per cu' io mi volsi;
aiutami da lei, famoso saggio,
ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi."
"A te convien tenere altro vïaggio»,
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
"se vuo' campar d'esto loco selvaggio;
ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;
e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.
Molti son li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla."
Dante's Inferno, Canto I, 78 to 111
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for Feb. 20. And enjoy your Dante moment of the day!
che spandi di parlar sì largo fiume?,"
rispuos' io lui con vergognosa fronte.
"O de li altri poeti onore e lume,
vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
che m'ha fatto cercar lo tuo volume.
Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m'ha fatto onore.
Vedi la bestia per cu' io mi volsi;
aiutami da lei, famoso saggio,
ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi."
"A te convien tenere altro vïaggio»,
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
"se vuo' campar d'esto loco selvaggio;
ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;
e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria.
Molti son li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla."
Dante's Inferno, Canto I, 78 to 111
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Monday, February 26, 2007
Mi piacerebbe essere qui oggi......(vedi foto)
Tuesday, February 20, 2007
Dante: The arrival of Virgil
"Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
Quando vidi costui nel gran diserto,
"Miserere di me," gridai a lui,
"qual che tu sii, od ombra od omo certo!."
Rispuosemi: 'Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.
Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?'."
Dante: L'Inferno, Canto 1, 61-78
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for Feb. 12. And enjoy your Dante moment of the day!
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
Quando vidi costui nel gran diserto,
"Miserere di me," gridai a lui,
"qual che tu sii, od ombra od omo certo!."
Rispuosemi: 'Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilïón fu combusto.
Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?'."
Dante: L'Inferno, Canto 1, 61-78
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Sunday, February 18, 2007
La nostra gattina
Lo sci!
Saturday, February 17, 2007
Barzelletta!
Un ingegnere, un contabile, un chimico, un informatico e un funzionario pubblico si vantano ognuno di avere un cane meraviglioso.
Per dimostrarlo, l'ingegnere chiama il suo cagnolino: "Radicequadrata, facci vedere cosa sai fare!". Il cane trotterella verso la lavagna e disegna un quadrato, un cerchio ed un triangolo.
Il contabile dice al suo cane: "Attivopassivo, mostraci le tue competenze!". Il cane va in cucina, torna con una dozzina di biscotti e li ordina in 3 pile uguali da 4 l'una.
Il chimico dice: "Termometro, fai il tuo numero!". Il cane apre il frigo, prende un litro di latte, un bicchiere da 10 cl. e vi versa esattamente 8 cl. di latte senza farne cadere una goccia.
L'informatico è ormai sicuro di soppiantarli tutti: "Discorigido, impressionali!".
Il cane si mette davanti al computer, lo avvia, fa partire un antivirus, invia una e-mail ed installa un nuovo gioco.
I quattro guardano il dipendente pubblico e gli chiedono: "Il tuo cane cosa sa fare?"
Il funzionario con un sorriso dice: "Pausacaffè, facci vedere i tuoi talenti da funzionario!".
Il cane si alza, mangia i biscotti, beve il latte, cancella tutti i files del computer, sodomizza il cane dell'ingegnere e giura che, facendolo, si è fatto male alla schiena, compila il formulario di incidente sul lavoro e prende un congedo malattia di sei mesi...
(Grazie Ilaria per la risata!)
Per dimostrarlo, l'ingegnere chiama il suo cagnolino: "Radicequadrata, facci vedere cosa sai fare!". Il cane trotterella verso la lavagna e disegna un quadrato, un cerchio ed un triangolo.
Il contabile dice al suo cane: "Attivopassivo, mostraci le tue competenze!". Il cane va in cucina, torna con una dozzina di biscotti e li ordina in 3 pile uguali da 4 l'una.
Il chimico dice: "Termometro, fai il tuo numero!". Il cane apre il frigo, prende un litro di latte, un bicchiere da 10 cl. e vi versa esattamente 8 cl. di latte senza farne cadere una goccia.
L'informatico è ormai sicuro di soppiantarli tutti: "Discorigido, impressionali!".
Il cane si mette davanti al computer, lo avvia, fa partire un antivirus, invia una e-mail ed installa un nuovo gioco.
I quattro guardano il dipendente pubblico e gli chiedono: "Il tuo cane cosa sa fare?"
Il funzionario con un sorriso dice: "Pausacaffè, facci vedere i tuoi talenti da funzionario!".
Il cane si alza, mangia i biscotti, beve il latte, cancella tutti i files del computer, sodomizza il cane dell'ingegnere e giura che, facendolo, si è fatto male alla schiena, compila il formulario di incidente sul lavoro e prende un congedo malattia di sei mesi...
(Grazie Ilaria per la risata!)
Thursday, February 15, 2007
La neve!
Finalmente, è nevicato qui dove vivono Ciambellina e Nostro Inviato. Addiritura, Nostro Inviato ha deciso di starsene a casa ieri a causa della neve! Non è mica difficile prendere questa decisione quando il suo capo sta in Italia, e lui, invece, vive qui in USA!
Ma vabbe', l'importante è che Nostro Inviato rimanga sicuro. Allora vi offriamo due foto che vi fanno vedere come la neve ha coperto la zona dove viviamo. Prima, (di sopra) una vista dalla terrazzina dietro casa.
Poi: la macchina del Nostro Inviato -- totalmente coperta di neve!
Monday, February 12, 2007
"Questi parea che contra me venisse...."
Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.
Dante's Inferno
Canto I, 46-60
La via diritta smarrita? Need to figure out where we left off? See the post for Jan. 25. And enjoy your Dante moment of the day!
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.
Dante's Inferno
Canto I, 46-60
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Tuesday, February 06, 2007
Nostro inviato è tornato: II
II: Il bere (lui è il santo bevitore!)
Here's an idea of what Nostro Inviato was drinking while in la città di Dante:

This is what he had at the Frescobaldi Ristorante e Wine Bar in Via dei Magazzini (una stradina in centro dove lo scrittore Vasco Pratolini nacque nel 1913). Alla salute!

A shot of Stonehenge, sempre a Firenze. È qui che Nostro Inviato passa un sacco di tempo quando visita Firenze, soprattutto nelle ore piccole. Riconosci il barista? È nostro amico Rosario! Ciao Rosario!

Un caffe da Caffe Paszkowski in Piazza della Repubblica. È un caffe macchiato da favola! Cerca quanto tu vuoi, non lo trovi così buono allo Starbucks!
Here's an idea of what Nostro Inviato was drinking while in la città di Dante:
This is what he had at the Frescobaldi Ristorante e Wine Bar in Via dei Magazzini (una stradina in centro dove lo scrittore Vasco Pratolini nacque nel 1913). Alla salute!
A shot of Stonehenge, sempre a Firenze. È qui che Nostro Inviato passa un sacco di tempo quando visita Firenze, soprattutto nelle ore piccole. Riconosci il barista? È nostro amico Rosario! Ciao Rosario!
Un caffe da Caffe Paszkowski in Piazza della Repubblica. È un caffe macchiato da favola! Cerca quanto tu vuoi, non lo trovi così buono allo Starbucks!
Nostro inviato è tornato: I
I: Il Mangiare
Here are some of the meals Il Nostro Inviato consumed in Florence (the photos were taken at the Frescobaldi Ristorante e Wine Bar in Via dei Magazzini, near Piazza della Signoria):

Affettati! Buono. A me mi piace il prosciutto crudo....ooo bono!

This looks to me like tagliatelle ai funghi porcini. But in fact, I'm told it is tagliatelle ai carcofi. Ora mi viene appetito e ho appena cenato!
He only took two shots of his meals, but da' retta a me, so che se l'è mangiato alla grande!
You may wonder why Il Nostro Inviato went to Florence (and perchè si è trattenuto lì due settimane). Why, he went because he is Il Nostro Inviato! He is on the scene in Italy, capturing what the people are doing, eating and drinking (more on this).
Here are some of the meals Il Nostro Inviato consumed in Florence (the photos were taken at the Frescobaldi Ristorante e Wine Bar in Via dei Magazzini, near Piazza della Signoria):
Affettati! Buono. A me mi piace il prosciutto crudo....ooo bono!
This looks to me like tagliatelle ai funghi porcini. But in fact, I'm told it is tagliatelle ai carcofi. Ora mi viene appetito e ho appena cenato!
He only took two shots of his meals, but da' retta a me, so che se l'è mangiato alla grande!
You may wonder why Il Nostro Inviato went to Florence (and perchè si è trattenuto lì due settimane). Why, he went because he is Il Nostro Inviato! He is on the scene in Italy, capturing what the people are doing, eating and drinking (more on this).
Sunday, February 04, 2007
Ce l'ho il nuovo numero di V&S!!!
Sì ho il numero Gennaio/Febbraio di 'Viaggi e Sapori' in mano ed è come se qualcuno mi avesse dato una pellicola a luci rosse! Ci devo mettere le mani....su tutte le pagine della rivista, chiaro! Pur leggendo lo slogan mi da un brivido di piacere: "Saper vivere, saper viaggiare"!!!
Ho pure ricevuto una rivista che mi è nuova: Vie Del Gusto. Lo devo sfogliare un po' la concorrenza, e poi vi faccio sapere. V&S (nota bene, il nuovo nome accorciato odio) è forte fra le riviste sia italiane che americane che trattano del cibo e viaggi. (Ho anche in mano il nuovo 'Cucina Italiana' e 'Panorama.' Il nostro inviato è tornato con un sacco di riviste per Ciambellina!)
Tra i brani che mi hanno colpito nel nuovo numero di V&S è un breve servizio sul nuovo interprete di James Bond, l'attore Daniel Craig; più che altro tratta degli attrezzi che usa nel nuovo film. Siccome il mio ragazzo fa finta di leggere questo blog e chissà se questa sarà la volta buona che comincia a leggerlo sul serio, mi limito quindi a dire che avrei gradito delle immagini più ampie del Signor Bond (visto che in questo numero hanno saltato la fantastica rubrica '30 Weekend Golosi' mi devo accontentare con altri tipi di informazione).
Altre cose che mi hanno colpito: un brano su un ristorante giapponese a Napoli. Insolito! Il titolo: "Napoli: Tra Sushi e Canzoni" (pagina 32). Segue: "Chi ama sushi, sashimi, chirashi, misoshi e onigiri, va nel cuore dei quartieri spagnoli..."
Faccio un'osservazione su questa scoperta inaspettata: gli italiani si consentono di mangiare la cucina giapponese ogni tanto perchè possono pronunciare i nomi dei piatti all'italiano. Per esempio: sushi, chirashi, onigiri....ecc, ecc, ecc. Solamente un pensierino! Io ricordo che c'era un unico ristorante giapponese a Firenze quando ci vivevo, e non conosco nessuno che ci sia mai andato a mangiare lì!
Vabbe', mi metto a leggere le mie nuove riviste! Buona lettura anche a voi!
Ho pure ricevuto una rivista che mi è nuova: Vie Del Gusto. Lo devo sfogliare un po' la concorrenza, e poi vi faccio sapere. V&S (nota bene, il nuovo nome accorciato odio) è forte fra le riviste sia italiane che americane che trattano del cibo e viaggi. (Ho anche in mano il nuovo 'Cucina Italiana' e 'Panorama.' Il nostro inviato è tornato con un sacco di riviste per Ciambellina!)
Tra i brani che mi hanno colpito nel nuovo numero di V&S è un breve servizio sul nuovo interprete di James Bond, l'attore Daniel Craig; più che altro tratta degli attrezzi che usa nel nuovo film. Siccome il mio ragazzo fa finta di leggere questo blog e chissà se questa sarà la volta buona che comincia a leggerlo sul serio, mi limito quindi a dire che avrei gradito delle immagini più ampie del Signor Bond (visto che in questo numero hanno saltato la fantastica rubrica '30 Weekend Golosi' mi devo accontentare con altri tipi di informazione).
Altre cose che mi hanno colpito: un brano su un ristorante giapponese a Napoli. Insolito! Il titolo: "Napoli: Tra Sushi e Canzoni" (pagina 32). Segue: "Chi ama sushi, sashimi, chirashi, misoshi e onigiri, va nel cuore dei quartieri spagnoli..."
Faccio un'osservazione su questa scoperta inaspettata: gli italiani si consentono di mangiare la cucina giapponese ogni tanto perchè possono pronunciare i nomi dei piatti all'italiano. Per esempio: sushi, chirashi, onigiri....ecc, ecc, ecc. Solamente un pensierino! Io ricordo che c'era un unico ristorante giapponese a Firenze quando ci vivevo, e non conosco nessuno che ci sia mai andato a mangiare lì!
Vabbe', mi metto a leggere le mie nuove riviste! Buona lettura anche a voi!
Sunday, January 28, 2007
Tenerezza
Non è sempre la parola che si utilizza quando si tratta delle canzoni di Gianna Nannini. Però, il nuovo disco, "Grazie," vi offre alcuni canzoni che sono proprio dolci.
Innanzitutto, "Sei Nell'Anima," la prima canzone del disco, ha dei tocchi teneri. Addiritura, Gianna usa la parola 'tenerezza' diverse volte; canta: "ma è la tenerezza che ci fa paura."
"Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro non è
Tutto falso e inutile capirai
Lascio andare i giorni tra certezze e sbagli
E' una strada stretta stretta fino a te
Quanta tenerezza non fa piu' paura"
Mi fa pensare che Gianna, come saggia adulta dopo tanti anni di pazzia e rabbia amara, sta parlando ad una figlia, alla quale vuole dare qualche consiglio. Oppure, forse canta ad un vecchio amante, che ormai, ha perdonato. Lascia scoperto un senso di colpevolezza, che spesso mancava prima.
Non è l'unica canzone del disco che ci fa vedere il lato 'soft' di Gianna. "L'Abbandono" è un'altra canzone bella, piena di dolcezza e di una specie di debolezza che si trova spesso in pieno amore. Dice: "Vieni qui su di me lentamente/Lasciati dare un bacio."
Bello, no?
Innanzitutto, "Sei Nell'Anima," la prima canzone del disco, ha dei tocchi teneri. Addiritura, Gianna usa la parola 'tenerezza' diverse volte; canta: "ma è la tenerezza che ci fa paura."
"Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro non è
Tutto falso e inutile capirai
Lascio andare i giorni tra certezze e sbagli
E' una strada stretta stretta fino a te
Quanta tenerezza non fa piu' paura"
Mi fa pensare che Gianna, come saggia adulta dopo tanti anni di pazzia e rabbia amara, sta parlando ad una figlia, alla quale vuole dare qualche consiglio. Oppure, forse canta ad un vecchio amante, che ormai, ha perdonato. Lascia scoperto un senso di colpevolezza, che spesso mancava prima.
Non è l'unica canzone del disco che ci fa vedere il lato 'soft' di Gianna. "L'Abbandono" è un'altra canzone bella, piena di dolcezza e di una specie di debolezza che si trova spesso in pieno amore. Dice: "Vieni qui su di me lentamente/Lasciati dare un bacio."
Bello, no?
Thursday, January 25, 2007
"Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso..."
Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
Dante's Inferno
Canto I, lines 28 to 45
This was your Dante moment of the day!
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
Dante's Inferno
Canto I, lines 28 to 45
This was your Dante moment of the day!
Monday, January 22, 2007
Uno, due, tre, quattro, cinque terre
Che bello! This photo was taken by Stephania Costa of San Francisco. She studied digital photography in Florence, Italy.
To see more of her photos, go here: http://www.flickr.com/people/stephcosta/
Potete indovinare quale "terra" si vede nella foto?
Sunday, January 21, 2007
FALCONE screening @ NYC
The Italian Academy at Columbia University and the Italian Cultural Institute of New York will jointly present the American premiere of "Giovanni Falcone" on Wednesday, Jan. 24 at the Teatro at the Italian Academy (1161 Amsterdam Ave., Manhattan).
Falcone was a Sicilian judge who indicted hundreds of Mafiosi in the 1980s, and presided over what was called a 'maxi' trial of Mafiosi. He was later murdered in 1992 for his trouble.
O se io vivessi a New York!!! If any Italophile reading this lives in New York, get yourself to see this film. Falcone was one of the most enigmatic figures in recent Italian history, if for no other reason than he changed a significant aspect of that country's modern history by his prosecutions.
Judge Giuseppe Ayala, one of the prosecutors at the "maxi trial," will be on hand to speak. Proprio da non perdere.
For more information, visit:
http://www.iicnewyork.esteri.it/IIC_Newyork
(click on events, and then calendar)
O se io vivessi a New York!!! If any Italophile reading this lives in New York, get yourself to see this film. Falcone was one of the most enigmatic figures in recent Italian history, if for no other reason than he changed a significant aspect of that country's modern history by his prosecutions.
Judge Giuseppe Ayala, one of the prosecutors at the "maxi trial," will be on hand to speak. Proprio da non perdere.
For more information, visit:
http://www.iicnewyork.esteri.it/IIC_Newyork
(click on events, and then calendar)
Friday, January 19, 2007
"Mafioso"
Se vivessi in Manhattan, oggi andrei a vedere il film "Mafioso." Sounds like a delightful film (from 1962) that is being re-released and shown at some movie theaters (none near me, alas).
Quasi qualsiasi film con Alberto Sordi, il protagonista di "Mafioso," merita il vostro tempo. Questa pellicola tratta di un siciliano che vive da tempo a Milano. Decide di fare un viaggio al suo paese in Sicilia, portando con se sua moglie e i loro figli, i quali non sono per niente siciliani. Mi piacerebbe vederlo!
Clicca qui per maggior informazione:
http://movies2.nytimes.com/2007/01/19/movies/19mafi.html
Quasi qualsiasi film con Alberto Sordi, il protagonista di "Mafioso," merita il vostro tempo. Questa pellicola tratta di un siciliano che vive da tempo a Milano. Decide di fare un viaggio al suo paese in Sicilia, portando con se sua moglie e i loro figli, i quali non sono per niente siciliani. Mi piacerebbe vederlo!
Clicca qui per maggior informazione:
http://movies2.nytimes.com/2007/01/19/movies/19mafi.html
Monday, January 15, 2007
"Nel mezzo del cammin di nostra vita...."
"....mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata la notte
ch'i' passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva."
Dante's Inferno: Canto I, 1-27
This has been your Dante moment of the day!
Want more Dante? You can find the entire Commedia here: http://world.std.com/~wij/dante/
(We have William Johnston to thank for compiling all three works online. Each canto can be accessed individually for very convenient Dante reading!)
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m'era durata la notte
ch'i' passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva."
Dante's Inferno: Canto I, 1-27
This has been your Dante moment of the day!
Want more Dante? You can find the entire Commedia here: http://world.std.com/~wij/dante/
(We have William Johnston to thank for compiling all three works online. Each canto can be accessed individually for very convenient Dante reading!)
Wednesday, January 10, 2007
Gianna al No. 2!!!!
Secondo le classifiche Fimi/Ac Nielsen, per 2006 il nuovo disco di Gianna Nannini (GIANNA!!!!) era fra i dischi più venduti nell'anno. Il disco di Laura Pausini, "Io Canto," fu il più venduto, seguito da "Grazie," il discho di Gianna.
Un amico mi ha comprato il disco di Gianna, ed vi posso dire che è buono; mi piace molto. Ha sempre quel tenore duro e forte che è caratteristico di quasì qualsiasi canzone di Gianna (dovuto più che altro alla sua voce).
Lei non piace al mio ragazzo e quindi sono costretta ad ascoltare il nuovo disco (e tutti gli altri firmati da lei!) o in macchina quando sono sola o in casa solamente quando lui non c'è. Che palle! Vi replico quello che gli dico sempre a lui: a volte è come se fossi in galera!
Un amico mi ha comprato il disco di Gianna, ed vi posso dire che è buono; mi piace molto. Ha sempre quel tenore duro e forte che è caratteristico di quasì qualsiasi canzone di Gianna (dovuto più che altro alla sua voce).
Lei non piace al mio ragazzo e quindi sono costretta ad ascoltare il nuovo disco (e tutti gli altri firmati da lei!) o in macchina quando sono sola o in casa solamente quando lui non c'è. Che palle! Vi replico quello che gli dico sempre a lui: a volte è come se fossi in galera!
Sunday, January 07, 2007
Bai-partisan? Scambio interessante
Trovato sul forum 'Scioglilingua' al sito del Corriere della Sera....
Un lettore scrive: "Fino a ieri pensavo non esistesse una parola o un'espressione peggiore di "bi-partisan", con quest'idea di inciucio e di intrallazzo tipico italiano (come abbiamo fatto a non inventare noi questa parola?). Ma ieri ho scoperto che c'è di peggio. La sua storpiatura pseudo-anglosassone: "bai-partisan". Che meraviglia."
Il Corriere risponde: "Anche Fabio Ricci mi scrive perentorio: "Ascolto con orrore giornalisti che pronunciano ‘bipartisan’ all’inglese: ‘baipartisan’. Dimenticano che in questo caso il suffisso ‘-bi’ viene dal latino ‘bis’ e conseguentemente va pronunciato in Italiano. Inoltre non mi pare di ravvisare in ‘partisan’ una provenienza inglese”.
"Una lettrice che si firma col solo nome (Eleonora) è invece più cauta: “Ho sentito alla tivù un nostro parlamentare, nonché ex Ministro, pronunciare la parola ‘bipartisan’ all’inglese. E’ corretta questa pronuncia?”. '
"Sì, è corretta, perché, di fatto, la parola è angloamericana. E come tale la riporta anche lo Zingarelli, sempre prontissimo a infilzare neologismi e termini d’importazione. E’ un “aggettivo invariabile di uso politico detto di linea politica o provvedimento sostenuti dalla maggioranza e dall’opposizione”. La questione linguistica finisce qui. Resta da fare un’osservazione. Solitamente, in casi come questo, quando entra nell’uso un termine straniero che foneticamente può essere letto in Italiano, accade quasi sempre che sia assimilato nella pronuncia alla nostra lingua. Sarebbe allora curioso fare una lista dei politici e dei giornalisti che preferiscono dire “baipartisan” piuttosto che “bipartisan”. Significa che, in cuor loro credono poco al maggioritario e sono rimasti legati ai vecchi partitini. I dizionari etimologici per una parola come “bipartitismo”, vicina all’area di “bipartisan”, attestano una doppia possibile etimologia a calco: può venire (come è più probabile) dal francese “bipartitisme” (1948) oppure dall’inglese “bipartisan” (1909). Ma appunto da noi stenta a crescere la cultura politica del “bipartitismo” e allora è logico che di fronte a un “bipartisan”, qualcuno preferisca sottolineare con la pronuncia “baipartisan” la propria estraneità."
Un lettore scrive: "Fino a ieri pensavo non esistesse una parola o un'espressione peggiore di "bi-partisan", con quest'idea di inciucio e di intrallazzo tipico italiano (come abbiamo fatto a non inventare noi questa parola?). Ma ieri ho scoperto che c'è di peggio. La sua storpiatura pseudo-anglosassone: "bai-partisan". Che meraviglia."
Il Corriere risponde: "Anche Fabio Ricci mi scrive perentorio: "Ascolto con orrore giornalisti che pronunciano ‘bipartisan’ all’inglese: ‘baipartisan’. Dimenticano che in questo caso il suffisso ‘-bi’ viene dal latino ‘bis’ e conseguentemente va pronunciato in Italiano. Inoltre non mi pare di ravvisare in ‘partisan’ una provenienza inglese”.
"Una lettrice che si firma col solo nome (Eleonora) è invece più cauta: “Ho sentito alla tivù un nostro parlamentare, nonché ex Ministro, pronunciare la parola ‘bipartisan’ all’inglese. E’ corretta questa pronuncia?”. '
"Sì, è corretta, perché, di fatto, la parola è angloamericana. E come tale la riporta anche lo Zingarelli, sempre prontissimo a infilzare neologismi e termini d’importazione. E’ un “aggettivo invariabile di uso politico detto di linea politica o provvedimento sostenuti dalla maggioranza e dall’opposizione”. La questione linguistica finisce qui. Resta da fare un’osservazione. Solitamente, in casi come questo, quando entra nell’uso un termine straniero che foneticamente può essere letto in Italiano, accade quasi sempre che sia assimilato nella pronuncia alla nostra lingua. Sarebbe allora curioso fare una lista dei politici e dei giornalisti che preferiscono dire “baipartisan” piuttosto che “bipartisan”. Significa che, in cuor loro credono poco al maggioritario e sono rimasti legati ai vecchi partitini. I dizionari etimologici per una parola come “bipartitismo”, vicina all’area di “bipartisan”, attestano una doppia possibile etimologia a calco: può venire (come è più probabile) dal francese “bipartitisme” (1948) oppure dall’inglese “bipartisan” (1909). Ma appunto da noi stenta a crescere la cultura politica del “bipartitismo” e allora è logico che di fronte a un “bipartisan”, qualcuno preferisca sottolineare con la pronuncia “baipartisan” la propria estraneità."
Saturday, December 30, 2006
Uno dei posti più belli d'Italia!
Un indizio: questo posto fu l'ispirazione per un quadro dipinto all'inizio del secolo XX. (e aggiungo: è il mio quadro preferito.....e il quadro si trova in un museo della città che si vede nella foto...)
La foto è stata scattata da Franc-Tireur, un fotografo spagnolo. Potete trovare altre sue foto qui: http://www.flickr.com/people/elfrancotiradordelacamara/
Godi!
Wednesday, December 27, 2006
L'altra faccia della medaglia?
This photo comes to us from ZabriskiePoint, another blogger. He calls the photo "Crozza Italia," which is also the name of a new television variety (skits, guests, politics) show in Italy. Not sure what it means.....Riccardo, che vuol dire?
In any event, immigration is a tough topic for many people and many countries.
Monday, December 25, 2006
Cosa vuol dire 'tredicesima'? (pop quiz!)
Not an easy one. Here's the article that made me think of this peculiarly Italian social/economic phenomenon: (from Il Corriere della Sera)
"LE CIFRE - Gli italiani hanno ricevuto in questa settimana la: I pensionati hanno ricevuto 10 miliardi di euro, i lavoratori pubblici 9, i dipendenti privati 16,50, e i lavoratori autonomi 11,9. Per un totale pari a 47,4 miliardi. Quanta parte di questa somma è destinata agli acquisti? Secondo Telefono Blu 11 o 12 miliardi circa in totale, mentre oltre il 60% della tredicesima è già «prenotato» da spese varie: il 10% è destinato all'Rca, l'8% al canone Rai, il 14% all'Ici, il 12% ai mutui per la casa, l'8% ai bolli per le auto, l'11% ai bolli e prestiti. Quanto allo shopping Telefono blu registra da settimane presenze di massa negli ipermercati, nei centri commerciali e nei centri delle città, e dopo un inizio in sordina (-15% nell'ultimo weekend) anche nei negozi. Ma molti hanno finora atteso per gli acquisti (del resto anche Telefono Blu raccomanda di farli negli ultimi giorni) e finora le cifre complessive hanno un segno meno rispetto alle previsioni ed ai dati dello scorso anno."
I will give you a hint: it has to do with pay checks, or la busta paga. Oh and there's also sometimes a 'quattordicesima.' (See comments for a helpful 'Christmas bonus' hint. That's good, though what's interesting, economically and culturally, is the rarity of the Christmas bonus for American workers. Yet I think the tredicesima isn't so rare. Judges?)
"LE CIFRE - Gli italiani hanno ricevuto in questa settimana la: I pensionati hanno ricevuto 10 miliardi di euro, i lavoratori pubblici 9, i dipendenti privati 16,50, e i lavoratori autonomi 11,9. Per un totale pari a 47,4 miliardi. Quanta parte di questa somma è destinata agli acquisti? Secondo Telefono Blu 11 o 12 miliardi circa in totale, mentre oltre il 60% della tredicesima è già «prenotato» da spese varie: il 10% è destinato all'Rca, l'8% al canone Rai, il 14% all'Ici, il 12% ai mutui per la casa, l'8% ai bolli per le auto, l'11% ai bolli e prestiti. Quanto allo shopping Telefono blu registra da settimane presenze di massa negli ipermercati, nei centri commerciali e nei centri delle città, e dopo un inizio in sordina (-15% nell'ultimo weekend) anche nei negozi. Ma molti hanno finora atteso per gli acquisti (del resto anche Telefono Blu raccomanda di farli negli ultimi giorni) e finora le cifre complessive hanno un segno meno rispetto alle previsioni ed ai dati dello scorso anno."
I will give you a hint: it has to do with pay checks, or la busta paga. Oh and there's also sometimes a 'quattordicesima.' (See comments for a helpful 'Christmas bonus' hint. That's good, though what's interesting, economically and culturally, is the rarity of the Christmas bonus for American workers. Yet I think the tredicesima isn't so rare. Judges?)
Saturday, December 23, 2006
Friday, December 15, 2006
Una barzelletta
Una madre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto; presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto segue:
"Cara mamma, mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è così carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce. Ma non è tutto, mamma: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno la cocaina e l'ecstasy di cui hanno bisogno. Nel frattempo spero che la scienza trovi una cura per l'AIDS così Abdul potrà stare un po' meglio: se lo merita!Non preoccuparti mamma, ho già 15 anni e so badare a me stessa. Spero di venire a trovarti presto così potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.”
"P.S. tutte balle, mamma! Sono dai vicini.Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene!"
Questa barzelletta mi e' stata mandata da nostra amica Ilaria. Grazie Ila!
Vocaboli importanti (se ti serve un aiuto):
balle: lies
pagella: report card
comodino: nightstand
"Cara mamma, mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è così carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce. Ma non è tutto, mamma: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno la cocaina e l'ecstasy di cui hanno bisogno. Nel frattempo spero che la scienza trovi una cura per l'AIDS così Abdul potrà stare un po' meglio: se lo merita!Non preoccuparti mamma, ho già 15 anni e so badare a me stessa. Spero di venire a trovarti presto così potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.”
"P.S. tutte balle, mamma! Sono dai vicini.Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene!"
Questa barzelletta mi e' stata mandata da nostra amica Ilaria. Grazie Ila!
Vocaboli importanti (se ti serve un aiuto):
balle: lies
pagella: report card
comodino: nightstand
Thursday, December 14, 2006
La Luce
"Cercherò....mi sono sempre detta..."
"......cercherò e troverai
Mi hanno sempre detto, troverai
Per oggi sto con me, mi basto nessuno mi vede
E allora accarezzo la mia solitudine
Ed ognuno ha il suo corpo a cui sa cosa chiedere chiedere chiedere chiedere
Fammi sognare: lei si morde la bocca e si sente l'America
Fammi volare: lui allunga la mano e si tocca l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte come fosse l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte ed io sono l'America
Cercherai, mi hanno sempre detto, cercherai e troverò
Ora che ti accarezzo troverò
Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due?
Quando ognuno è da sempre nella sua solitudine e regala il suo corpo ma non sa cosa chiedere chiedere chiedere chiedere
Fammi volare: lei le mani sui fianchi come fosse l'America
Fammi sognare: lui che scende e che sale e si sente l'America
Fammi l'Amore: lei che pensa ad un altro e si inventa l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte ed io sono l'America..."
("L'America," di Gianna Nannini)
GIANNA!!!!!!!!!!! LA SUA CANZONE PIU' FORTE!!! CREDIMI!
Vai a comprare un suo disco e saprai anche tu.
(File this under: What I am listening to now and always)
Mi hanno sempre detto, troverai
Per oggi sto con me, mi basto nessuno mi vede
E allora accarezzo la mia solitudine
Ed ognuno ha il suo corpo a cui sa cosa chiedere chiedere chiedere chiedere
Fammi sognare: lei si morde la bocca e si sente l'America
Fammi volare: lui allunga la mano e si tocca l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte come fosse l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte ed io sono l'America
Cercherai, mi hanno sempre detto, cercherai e troverò
Ora che ti accarezzo troverò
Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due?
Quando ognuno è da sempre nella sua solitudine e regala il suo corpo ma non sa cosa chiedere chiedere chiedere chiedere
Fammi volare: lei le mani sui fianchi come fosse l'America
Fammi sognare: lui che scende e che sale e si sente l'America
Fammi l'Amore: lei che pensa ad un altro e si inventa l'America
Fammi l'amore forte sempre più forte ed io sono l'America..."
("L'America," di Gianna Nannini)
GIANNA!!!!!!!!!!! LA SUA CANZONE PIU' FORTE!!! CREDIMI!
Vai a comprare un suo disco e saprai anche tu.
(File this under: What I am listening to now and always)
Tuesday, December 12, 2006
"Fai una cosa buona, pulita e giusta...."
That's how an email I received from Slow Food begins.
It continues: "Associati! Slow Food è un'associazione internazionale senza fini di lucro che si propone di diffondere la cultura alimentare, sviluppare l'educazione sensoriale e del gusto e promuove la biodiversità."
I think I already belong to enough clubs, frankly, but I am always tempted to become a member of Slow Food. It's a great movement that supports locally-grown produce and meat, and promotes the joys of eating and drinking -- how bad could it be?!
The Web site has lots of cool things to buy, such as the book "Osterie D'Italia." But it's not just for foodies. Here's something else you can buy there: "Guida alle birre del mondo." Tutti noi conosciamo qualcuno che e' appassionato della birra, no? (Io, si, di sicuro. Anzi ne conosco troppi.)
For more info, go to http://www.slowfood.it
And of course, godi!
It continues: "Associati! Slow Food è un'associazione internazionale senza fini di lucro che si propone di diffondere la cultura alimentare, sviluppare l'educazione sensoriale e del gusto e promuove la biodiversità."
I think I already belong to enough clubs, frankly, but I am always tempted to become a member of Slow Food. It's a great movement that supports locally-grown produce and meat, and promotes the joys of eating and drinking -- how bad could it be?!
The Web site has lots of cool things to buy, such as the book "Osterie D'Italia." But it's not just for foodies. Here's something else you can buy there: "Guida alle birre del mondo." Tutti noi conosciamo qualcuno che e' appassionato della birra, no? (Io, si, di sicuro. Anzi ne conosco troppi.)
For more info, go to http://www.slowfood.it
And of course, godi!
Monday, December 11, 2006
Tram a Milano
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